La Lazio al Braglia di Modena solo per gli almanacchi. Nonostante la brillante vittoria con l'Inter della scorsa domenica, la recente vittoria del Milan a Bologna ha cancellato le residue speranze dei biancocelesti di raggiungere il sesto posto, ovvero l'unica possibilità di Europa.
Certamente in questa situazione sarà difficile per la Lazio trattenere i giocatori che hanno mercato, dato che l'Europa è sempre un potente antidoto per invogliare un big a restare. Ma la società biancoceleste ha il dovere di ripartire e costruire un futuro degno di questo nome e che riprenda nuovamente a dare soddisfazioni ai propri tifosi.
Queste partite sono importanti per Simone Inzaghi: il giovane tecnico piacentino legato alla Lazio dell'ultimo scudetto sembra essere riuscito a rivitalizzare un gruppo che sembrava essersi sfaldato, e ha la possibilità concreta di essere l'allenatore della Lazio anche per l'anno prossimo e di continuare a misurarsi con l'esperienza in panchina nella massima serie.
La società sta facendo in questo senso le sue valutazioni: come la logica impone ci sono anche altri nomi che girano per la panchina biancoceleste dell'anno prossimo, come Mihajlovic e Prandelli. Però solo dopo la fine del campionato si saprà qualcosa di certo.
Noi crediamo che nella rosa ci siano alcuni giocatori imprescindibili e molti giocatori cedibili. Ma questa valutazione non può non passare per ciò che si è visto in questo ultimo anno, dove le delusioni non sono state poche.
Azzardiamo una lista di nomi da cui ripartire.
Basta, Hoedt, Patric in difesa.
Candreva, Biglia, Parolo, Milinkovic-Savic a centrocampo.
Keita in attacco.
Tutto qui. Per noi, tutto il resto è cedibile o in uscita forzata per ragioni anagrafiche. Si, anche Felipe Anderson, che non ha più riproposto le magie di Dicembre 2014-Aprile 2015. Dispiace.
In attesa di sviluppi.....Lazio, rialzati !!! Con il cuore.