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lunedì 28 dicembre 2015

Per la Lazio fine 2015 con finalmente un pò di ottimismo...e Tanti Tanti Auguri per un positivo 2016 !!!

L'ottima e sorprendente prestazione di Milano contro la capolista Inter ha riportato un pò di pace e ottimismo in casa Lazio.

Una Lazio ottimamente disposta in campo e che ha ben presidiato le fasce controllando efficacemente tutti gli attacchi dell'Inter controreplicando con incisività. E riuscendo a portare a casa 3 punti davvero insperati alla vigilia e proprio per questo ancora più belli e preziosi.

La classifica vede ora la Lazio con 22 punti attestata all'ultimo posto disponibile della parte destra della classifica, conquistato quindi in extremis. Aspetto questo per ora marginale perché la cosa più importante resta quella di avere ritrovato ottima prestazione e risultato, cosa che da tanto tempo non si verificava e che permetterà a mister Pioli di lavorare finalmente con un pizzico di serenità in più.

Ora si riprenderà il 6 Gennaio con Lazio-Carpi. L'apertura del mercato invernale di riparazione è alle porte e speriamo la società faccia le mosse adeguate per rinforzare una squadra che ha necessità vitale di riconquistare posizioni in campionato e che sarà impegnata a Gennaio nei quarti di finale di coppa Italia con la Juventus e a febbraio nei sedicesimi di finale di Europa League contro l'ostico Galatasaray.

Serve un centrale del livello di De Vrij, anche se è bene non farsi troppe illusioni al riguardo: senz'altro il budget di spesa sarà limitato e quindi non sarà facile conciliare low cost con qualità....confidare in una sorpresa o in una felice intuizione dello staff sembra essere lo scenario ottimistico più probabile.

Un'altra cosa importante sarà risolvere alcune spinose questioni contrattuali tra cui quella del rinnovo di Marchetti: o rinnova oppure la Lazio dovrà anche cercare un portiere titolare, cosa che a questo punto della stagione potrebbe rivelarsi un azzardo.

Riteniamo anche che Keita debba essere blindato, e non ceduto. L'ex blaugrana è un talento, secondo noi è destinato ad essere presto un titolare della Lazio e sarebbe un delitto vederlo compiere prodezze con un'altra maglia.

Auguro un 2016 con tante soddisfazioni per la nostra Lazio e l'occasione mi è cara per porgere i miei migliori Auguri a quelle persone che spendono qualche minuto del loro tempo per visitare questo piccolo spazio Internet....il mio pensiero è sempre per Voi!!!

Sereno 2016 a tutti Voi e FORZA LAZIO !!!

domenica 13 dicembre 2015

La Lazio riceve la Samp: conta solo fare risultato.

Un lunedì particolarmente importante per la Lazio.

Partita delicata con la Sampdoria, anche essa squadra in grave difficoltà dopo l'esonero di Zenga e l'inizio infelice di Montella.

Pioli sta cercando di ricompattare il gruppo, che ha in generale ben risposto all'ultimo impegno del girone di Europa League con un buon 1-1 a St.Etienne.
Ha definito in conferenza stampa la partita con la Sampdoria come "la più importante della stagione fino a questo momento"...speriamo sappia toccare le corde giuste e riesca a riprendere il controllo della situazione che nell'ultimo periodo sembrava essergli sfuggito di mano.

Lo abbiamo ripetuto spesso e anche stavolta non manchiamo di ricordarlo: per le fortune di questa squadra, Felipe Anderson è imprescindibile. Domani rischia l'esclusione perché a quanto pare Pioli vuole maggiormente proteggere la difesa con Cataldi a dare man forte a Biglia e Parolo e questo comporterebbe cambiare modulo sottraendo un giocatore al reparto offensivo. Certamente un'altra prestazione in ombra come quella di St.Etienne non ha aiutato il giovane talento a proporsi come titolare per domani: in ogni caso è assolutamente indispensabile che questo ragazzo venuto dal Brasile si riprenda la Lazio a suon di prestazioni e gol così come è stato capace di fare l'anno scorso, e tutto guarda caso cominciò un anno fa.

Forza Felipe!!! La Lazio ha bisogno di te.

E Forza Lazio.

domenica 6 dicembre 2015

La Lazio è sola. Ma è Pioli il problema?

La Lazio è sola.

Sola perché con dei tifosi amareggiati, vilipesi, oltraggiati dalle delusioni degli ultimi sei mesi e con l'accompagnamento costante della frattura insanabile con la proprietà. Tifosi che restano innamorati dell'icona-Lazio ma che non si sentono rappresentati degnamente da diversi elementi che scendono in campo oltre che da una dirigenza colpevole di aver loro rubato i sogni e di averli sottoposti a umiliazioni su umiliazioni che due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana in 11 anni non sono più sufficienti a mitigare.

Ora il capro espiatorio di tutta questa situazione è, come sempre succede nel calcio, l'allenatore Pioli.

Ma le colpe che può avere il tecnico sono scindibili dalle colpe societarie?

Noi crediamo di no, perché per essere l'allenatore della Lazio oggi è necessario essere, in tutto o in parte, aziendalisti. La Lazio in questo momento storico non è società che può condividere un programma tecnico con un allenatore: lo può solo imporre.

In questo senso non è possibile dividere le colpe. Perchè la storia si ripete: si pensi a cosa successe al neoarrivato Ballardini quando dovette lasciare fuori rosa Ledesma e Pandev, a nostro parere forzato dalla società a compiere questo passo. Strategie scellerate che portarono la Lazio in zona retrocessione e il tecnico all'esonero.

Per non parlare di Delio Rossi, che lasciò quando capì che certe situazioni non potevano cambiare. Per non parlare di Petkovic, che prima portò la società ad autoincensarsi per averlo scoperto (ricordiamoci il celebre "l'ho voluto io....lavorava alla Caritas....") e che poi venne lentamente privato di supporto dopo essere rimasto privo di una campagna estiva di rafforzamento che il Derby vinto nella finale di Coppa Italia aveva evidentemente fatto dimenticare, fino all'esonero maturato guarda caso proprio alla fine dell'anno.

Anche Pioli arriva a Dicembre con il rischio-esonero dopo i risultati negativi. Ma chi ha fatto il mercato estivo? Perchè la proprietà si limita a fare trapelare il suo malumore ma in una situazione come questa non dice una parola per spiegare cosa sta succedendo? Come si può pensare di dirigere una società con il consenso se si gongola davanti alle telecamere quando le cose vanno bene e nei momenti di difficoltà ci si nasconde dietro le quinte?

Ora, siccome ai tifosi della Lazio sta a cuore la Lazio, ci auguriamo che qualcosa possa succedere per uscire da questa brutta situazione. Il tempo per rimediare c'è tutto, ma prima di tutto società, allenatore e giocatori devono ricompattarsi e diventare una cosa sola. Senza questo, non possono esserci risultati e consenso.

Ora la Lazio è sola, ferita. Ma non può risollevarsi da sola. La Lazio ha sempre tratto la propria energia dai tifosi....sono i tifosi che hanno sempre dato energia alla Lazio, non il contrario. Perchè mentre tante tifoserie sono tali anche e soprattutto sull'onda dei risultati del campo, il tifoso Laziale non ha potuto spesso contare su questo. E quindi ha dovuto poggiare la sua passione su altre basi: la Lazialità, fatta di idealismo e senso di appartenenza.

La Lazio ha bisogno dei propri tifosi.

Sempre Forza Lazio.

venerdì 4 dicembre 2015

Lazio-Juventus 0-2. La volontà non basta.

Siamo qui a commentare l'ennesima sconfitta della Lazio contro la Juventus, che a partire dall'era Lotito ha solo vinto o in qualche rara occasione pareggiato in campionato contro i biancocelesti.
Una vittoria che alla Lazio manca ormai dal 2003.

Nonostante l'approccio apparentemente buono alla partita, la Lazio si è trovata già dopo pochi minuti in svantaggio con una sfortunata autorete di Gentiletti. Purtroppo sono segnali inequivocabili, la sfortuna ci vede bene e in questo momento si sta divertendo con la Lazio (già storicamente in rapporti a dir poco complicati con la dea bendata).

Per il resto la Lazio ha provato a reagire ma ha sbattuto regolarmente contro il solito muro juventino.
I centrali Gentiletti e Mauricio si sono trovati parecchio in difficoltà con la grande velocità di Dybala che ha propiziato il primo gol e realizzato il secondo con grande abilità.
Dopo questo la partita non ha avuto molto da dire e francamente nemmeno abbiamo voglia di commentarla ulteriormente.

Purtroppo la Lazio è una squadra che ha perso fiducia nei propri mezzi e tutto inizio dallo 0-3 di Agosto in Germania contro il Leverkusen. Una Champions che la Lazio voleva raggiungere, che pensava di avere le possibilità di raggiungere ma che invece ha perso nettamente, senza attenuanti se non quella di essersi presentata all'appuntamento decisivo orfana degli infortunati Klose e Biglia e con un De Vrij con una condizione a dir poco approssimativa, una stagione cominciata in disgrazia per l'olandese e a novembre già da considerarsi conclusa.

A noi, francamente, dispiace per Pioli che è messo in discussione dai risultati. Questo perché secondo noi il tecnico emiliano ha fatto meglio pur avendo meno fortuna di alcuni suoi predecessori. Ha dato alla Lazio un'identità, un gioco fatto di un calcio tecnico palla a terra, magari non sempre con una circolazione di palla efficace e veloce ma l'anno scorso per larghi tratti davvero piacevole.

Conquistato l'anno scorso il terzo posto in campionato e la finale di coppa Italia, Pioli ha perso in sequenza finale di Coppa Italia e Supercoppa italiana con la Juventus, ha perso il preliminare di Champions e sconfitte in campionato come quella di Verona con il Chievo, di Napoli, di Bergamo e il Derby hanno affossato le convinzioni sue e della squadra di poter essere protagonisti.

Forse in qualche circostanza Pioli non ha detto le cose pane al pane, vedi mercato estivo che secondo noi è stato portato avanti mirando al raggiungimento di obiettivi della società e non a delle richieste vere e proprie dell'allenatore. Forse in certi momenti Pioli si è appiattito in un placido aziendalismo, atteggiamento da evitare viste le dinamiche di gestione di questa società. Questo si paga, forse è questo che Pioli sta pagando oltre i propri demeriti sul campo che non sono tali da giustificare questo poco gratificante posto di metà classifica che la Lazio occupa.

Nonostante tutto, pur senza De Vrij la Lazio resta per noi squadra da 5°-6° posto. Ora la classifica la condanna ma sappiamo che c'è una medicina che può sempre cambiare la rotta e ricompattare il gruppo con l'allenatore: i risultati. Che, secondo noi, non possono prescindere da un Felipe Anderson in stato di grazia e non nel cono d'ombra in cui è entrato nelle ultime settimane.

Aspettiamo il giovedì di coppa e soprattutto il prossimo turno di campionato con la Sampdoria per trovare di nuovo qualche soddisfazione. Ora il momento è brutto, davvero brutto, inutile negarlo. E ci auguriamo che da qui fino a quando non si riprenderà con il calcio giocato sia il buonsenso a prevalere su tutto il resto.

100% Lazio.