Archiviata la delusione Champions, per la Lazio è tempo di ripartire. Oggi c'è l'insidia Chievo in campionato, e la trasferta a Verona precederà la pausa Nazionali che dovrebbe permettere alla Lazio di recuperare qualche infortunato illustre. Intanto venerdì scorso a Montecarlo si sono svolti i sorteggi dei gironi di Europa League, competizione alla quale la Lazio è chiamata a partecipare con rinnovate energie per ripagare i tifosi della recente delusione in terra tedesca.
Le avversarie di coppa saranno il Dniepro (Ucraina), fresca finalista dell'ultima edizione; i francesi del St.Etienne (squadra dove mosse i primi passi un certo Michel Platini) e la mina vagante Rosenborg (Norvegia) nota fino a qualche anno fa per le ripetute partecipazioni Champions e che per questa edizione della Europa League è addirittura partita dal primo turno preliminare.
L'Europa, anche quella "minore", ha sempre grande fascino. Non sono i soldi in meno a sminuirlo. Tra l'altro questa coppa ha un sapore forse ancora più europeo della Champions per il fatto di essere protagonista anche sui campi delle zone più remote d'Europa e con una partecipazione del pubblico in tanti casi (purtroppo non in Italia) straordinariamente calorosa.
E la nostra Lazio in giro in Europa a giocare permane una soddisfazione. Perché, anche se quest'anno la partecipazione ha un sapore di partenza amaro perché dovuta ad un eliminazione nei preliminari Champions, resta il fatto che la storia della Lazio richiede sempre una partecipazione ad una Coppa come obiettivo minimo di ogni campionato. E quest'anno per la Lazio una partecipazione significativa è fondamentale: per incrementare il proprio coefficiente UEFA, per riscattare la Champions persa, per permettere al gruppo di fare esperienza internazionale nei suoi elementi più giovani, per dare la possibilità a tutta la rosa di dare il proprio contributo dato il numero di partite da giocare.
Logisticamente le trasferte sono impegnative, ma la società ha esperienza in questo senso e auspichiamo gestisca al meglio tutte le situazioni e le concomitanze con le importanti partite di campionato. Si esordisce il 17 settembre in Ucraina, ed è positivo che una trasferta come questa venga effettuata subito e non in periodo di freddo rigido. Poi ci sarà il St.Etienne a Roma, seguito dal Rosenborg. Il ritorno in Norvegia sarà il 5 Novembre e ci si augura che il clima non sia già rigido. Poi la partita casalinga con il Dnipro e a chiudere l'impegno in terra francese con il St.Etienne del 10 Dicembre. Sarebbe auspicabile arrivare a quest'ultima partita con la qualificazione (e magari il primo posto) in tasca: questa trasferta sarà caldissima in termini di ambiente, lo stadio contiene 35.000 persone e ha una struttura ad imbuto: è denominato "l'inferno verde" e questo lascia capire quanto il pubblico possa spingere la propria squadra. Venire a giocarsi tutto qui potrebbe essere un grave rischio.
La Lazio sa anche quanto sia importante ottenere il primo posto nel girone: mettersi secondi comporta la scomoda condizione di non testa di serie e il risultato potrebbe essere trovarsi di fronte nei sedicesimi di finale squadre come il Borussia Dortmund che verosimilmente vinceranno agevolmente il proprio girone. Se non si vuole avere il percorso in salita, vincere il girone è fondamentale.
Speriamo quindi che la nostra Lazio dia la giusta importanza alla coppa. E' il caso di ricordare che dall'anno scorso la vincente dell'Europa League accede direttamente ai gironi Champions (vedi Siviglia). Vedere la nostra Lazio alla finale di Basilea sarebbe un sogno, ma il cammino è lunghissimo e intanto come traguardo realistico e comunque non scontato noi vediamo un quarto di finale come già successo nell'era Petkovic. Vedere la Lazio fare tutte queste partite in Europa sarebbe già una buona soddisfazione.
Oggi sotto con il Chievo: sarà fondamentale vedere la reazione del gruppo dopo le recenti delusioni. Forse ci sarà spazio dal primo minuto per Hoedt, sarà interessante vederlo in azione. Nella Lazio di quest'anno è fondamentale che tutti diano un contributo importante.
Avanti Lazio!
eADV
domenica 30 agosto 2015
giovedì 27 agosto 2015
Bayer Leverkusen-Lazio 3-0: i nodi vengono al pettine. E addio Champions per l'ennesima volta.
I nodi vengono al pettine.
Anche nel 2015 il calcio non te lo inventi.
Verità immutabili. Perché se ti sei presentato a questa partita decisiva con delle defezioni nei ruoli-chiave e ti sei dovuto affidare ai giovanotti di belle speranze per strappare una qualificazione ad una squadra esperta come il Bayer Leverkusen, dove pensi di andare?
La Lazio ad Agosto aveva due obiettivi: Supercoppa Italiana e Champions. Entrambi sono stati falliti senza attenuanti, dimostrando quanto questa squadra soffra nelle partite di cartello e dove bisogna davvero dimostrare qualcosa.
Contro il Bayer fin dall'andata tante cose erano chiare. Prima tra tutte, un 1-0 conquistato grazie ad un lampo di Keita e dopo aver già a Roma sofferto per lunghi tratti si è subito dimostrato un risultato gestibile solo con una grande prestazione in Germania.
Così non è stato: amnesie difensive imperdonabili, centrocampo senza idee e sovrastato fisicamente, attacco sulle spalle di un generoso Keita, ma incapace di pungere nel secondo tempo quando fare un gol è diventato vitale per evitare l'eliminazione.
La difesa a tre non ha funzionato. Questa è una scelta che non abbiamo compreso del tutto in una partita come questa ma sarebbe ingeneroso dare ora colpe specifiche a Pioli. Se anche De Vrij va in confusione come in occasione del primo gol, se anche il miglior difensore che abbiamo non regge la pressione, è normale che anche il resto della difesa vada di conseguenza.
Continuiamo a sostenere che giocatori come Onazi, Lulic e Radu non siano più all'altezza. Sono giocatori da squadra di centroclassifica in serie A, niente di più. Ma se riescono ancora ad essere titolari in questa squadra, significa che la coperta è proprio corta.
Così come è lampante che se dei 5 nuovi acquisti (Patric, Hoedt, Morrison, Milinkovic-Savic e Kishna) nessuno di loro ieri era titolare, la cosa migliore che si può dire sull'argomento è che questi sono giovanotti di belle speranze che ci auguriamo possano darci delle soddisfazioni ed essere utili nei mesi ed anni successivi. Ma la Champions era questo mese, ed è andata. Perché è andata? Perché se l'è giocata la stessa Lazio dell'anno scorso con alcune assenze dello spessore di Biglia e Klose che di fatto non hanno avuto adeguata sostituzione. Siamo andati in Germania senza un centravanti e senza un regista, e qualcuno che non nomino forse era a Cortina a farsi gli affari suoi invece che essere in tribuna per una partita così importante. No comment.
Capitolo Anderson. Ormai pensiamo sia giusto parlarne, perché il giocatore decisivo visto da Dicembre 2014 ad Aprile 2015 sembra essere tornato il timido ragazzo del primo anno in Italia. Lui che per mesi ha fatto letteralmente volare la Lazio con gol, assist e giocate che spaccavano le partite, ora sembra lezioso, abulico, impreciso e senza mordente. Questa è un'altra delle ragioni di queste débâcle. Dove sei, Felipe? Abbiamo bisogno di te.
Il tifoso Laziale deve subire un'altra cocente delusione, mortificante se si pensa a cosa ci è voluto per arrivare a giocarsi questa qualificazione Champions che manca dal 2007. Ma il tifoso Laziale è assolutamente capace di trovare subito nuovi stimoli e ripartire da capo, a differenza di altri che sono bravi a cavalcare l'onda dei risultati sul campo. Ora domani ci sono i sorteggi per i gironi di Europa League: questa competizione che oggi è un amaro forzato ripiego da domani deve invece diventare un qualcosa di importante, per il quale valga la pena lottare. Atletico Madrid e Siviglia devono essere i punti di riferimento. Perlomeno si deve puntare ad una partecipazione che lasci traccia.
E domenica c'è il Chievo di un Paloschi già con il motore caldo.
Che dire. Nient'altro che 100% Lazio.
Anche nel 2015 il calcio non te lo inventi.
Verità immutabili. Perché se ti sei presentato a questa partita decisiva con delle defezioni nei ruoli-chiave e ti sei dovuto affidare ai giovanotti di belle speranze per strappare una qualificazione ad una squadra esperta come il Bayer Leverkusen, dove pensi di andare?
La Lazio ad Agosto aveva due obiettivi: Supercoppa Italiana e Champions. Entrambi sono stati falliti senza attenuanti, dimostrando quanto questa squadra soffra nelle partite di cartello e dove bisogna davvero dimostrare qualcosa.
Contro il Bayer fin dall'andata tante cose erano chiare. Prima tra tutte, un 1-0 conquistato grazie ad un lampo di Keita e dopo aver già a Roma sofferto per lunghi tratti si è subito dimostrato un risultato gestibile solo con una grande prestazione in Germania.
Così non è stato: amnesie difensive imperdonabili, centrocampo senza idee e sovrastato fisicamente, attacco sulle spalle di un generoso Keita, ma incapace di pungere nel secondo tempo quando fare un gol è diventato vitale per evitare l'eliminazione.
La difesa a tre non ha funzionato. Questa è una scelta che non abbiamo compreso del tutto in una partita come questa ma sarebbe ingeneroso dare ora colpe specifiche a Pioli. Se anche De Vrij va in confusione come in occasione del primo gol, se anche il miglior difensore che abbiamo non regge la pressione, è normale che anche il resto della difesa vada di conseguenza.
Continuiamo a sostenere che giocatori come Onazi, Lulic e Radu non siano più all'altezza. Sono giocatori da squadra di centroclassifica in serie A, niente di più. Ma se riescono ancora ad essere titolari in questa squadra, significa che la coperta è proprio corta.
Così come è lampante che se dei 5 nuovi acquisti (Patric, Hoedt, Morrison, Milinkovic-Savic e Kishna) nessuno di loro ieri era titolare, la cosa migliore che si può dire sull'argomento è che questi sono giovanotti di belle speranze che ci auguriamo possano darci delle soddisfazioni ed essere utili nei mesi ed anni successivi. Ma la Champions era questo mese, ed è andata. Perché è andata? Perché se l'è giocata la stessa Lazio dell'anno scorso con alcune assenze dello spessore di Biglia e Klose che di fatto non hanno avuto adeguata sostituzione. Siamo andati in Germania senza un centravanti e senza un regista, e qualcuno che non nomino forse era a Cortina a farsi gli affari suoi invece che essere in tribuna per una partita così importante. No comment.
Capitolo Anderson. Ormai pensiamo sia giusto parlarne, perché il giocatore decisivo visto da Dicembre 2014 ad Aprile 2015 sembra essere tornato il timido ragazzo del primo anno in Italia. Lui che per mesi ha fatto letteralmente volare la Lazio con gol, assist e giocate che spaccavano le partite, ora sembra lezioso, abulico, impreciso e senza mordente. Questa è un'altra delle ragioni di queste débâcle. Dove sei, Felipe? Abbiamo bisogno di te.
Il tifoso Laziale deve subire un'altra cocente delusione, mortificante se si pensa a cosa ci è voluto per arrivare a giocarsi questa qualificazione Champions che manca dal 2007. Ma il tifoso Laziale è assolutamente capace di trovare subito nuovi stimoli e ripartire da capo, a differenza di altri che sono bravi a cavalcare l'onda dei risultati sul campo. Ora domani ci sono i sorteggi per i gironi di Europa League: questa competizione che oggi è un amaro forzato ripiego da domani deve invece diventare un qualcosa di importante, per il quale valga la pena lottare. Atletico Madrid e Siviglia devono essere i punti di riferimento. Perlomeno si deve puntare ad una partecipazione che lasci traccia.
E domenica c'è il Chievo di un Paloschi già con il motore caldo.
Che dire. Nient'altro che 100% Lazio.
domenica 23 agosto 2015
Lazio-Bologna 2-1: verso il ritorno del preliminare tra conferme e preoccupazioni.
La Lazio ha vinto all'esordio in campionato e questa e la buona notizia.
Ha vinto giocando un calcio aggressivo, un calcio d'attacco, dove hanno brillato i giovani biancocelesti. Sontuoso Kishna, bravissimo Keita, Milinkovic-Savic comincia a prendere confidenza con i meccanismi della sua nuova squadra, e Cataldi dopo qualche incertezza iniziale ha saputo rimettersi in rotta.
I lati dolenti? I soliti.
I cali di concentrazione e gli infortuni.
Cali di concentrazione nei momenti in cui la partita va chiusa o amministrata, come in occasione del gol subito dal Bologna che ha riaperto una partita fino a quel momento dominata e zeppa di palle gol non finalizzate.
E poi gli infortuni. Dopo i recenti di Djordjevic e Klose, che di fatto hanno decapitato la prima linea offensiva, ora quello di Biglia. Che con il Bologna aveva aperto le marcature e si era confermato leader della mediana biancoceleste.
Per Biglia si tratta di un probabile stiramento al polpaccio, i cui tempi di recupero non potranno essere brevi. E così la Lazio si ritroverà ad affrontare una partita estremamente difficile come quella di mercoledì in Germania senza i suoi due elementi più rappresentativi come esperienza internazionale. Cosa così importante in sfide ad eliminazione diretta come queste.
E' veramente una brutta notizia questa. La Lazio deve difendere un vantaggio minimo e va a giocarsi i gironi Champions a casa del Bayer Leverkusen. Il clima sarà rovente, e sarebbe stato davvero importante poter contare su Biglia e Klose. Così non sarà, pertanto Cataldi e Keita (che verosimilmente sostituiranno i compagni infortunati) saranno chiamati a prendersi grandi responsabilità.
Una sfida azzardata che tutti noi speriamo possa essere vinta.
Non sarà facile. Ci vorrà una Lazio tutta cuore e intelligenza, tutta polmoni e spirito di sacrificio. Le leziosità non saranno ammesse, ogni errore potrebbe essere fatale e per questo la concentrazione dovrà essere al massimo.
Ci si gioca tanto, è una partita che determinerà anche gli eventuali ulteriori sviluppi di mercato. Lo diciamo da tempo: la Lazio ha bisogno di una prima punta di sicuro affidamento, con il fiuto del gol. Anche se Keita ha risposto alla grande in queste due occasioni dove ha avuto la possibilità di mettersi in mostra.
E Felipe Anderson dovrà cambiare marcia. Le leziosità di ieri non ci sono piaciute. Dovrà fare vedere di essere giocatore concreto nei momenti topici: dovrà tornare il fuoriclasse ammirato tra Dicembre e Marzo scorsi, capace di spaccare le partite con gol e assist. Forza Felipe.
Aspettiamo mercoledì. I nostri occhi soffriranno guardando la Lazio con nel cuore la speranza di rivedere le grandi partite che aspettiamo dal 2007. Forza ragazzi, regalateci questo sogno. Sarà dura, ma non arrendetevi mai.
Ha vinto giocando un calcio aggressivo, un calcio d'attacco, dove hanno brillato i giovani biancocelesti. Sontuoso Kishna, bravissimo Keita, Milinkovic-Savic comincia a prendere confidenza con i meccanismi della sua nuova squadra, e Cataldi dopo qualche incertezza iniziale ha saputo rimettersi in rotta.
I lati dolenti? I soliti.
I cali di concentrazione e gli infortuni.
Cali di concentrazione nei momenti in cui la partita va chiusa o amministrata, come in occasione del gol subito dal Bologna che ha riaperto una partita fino a quel momento dominata e zeppa di palle gol non finalizzate.
E poi gli infortuni. Dopo i recenti di Djordjevic e Klose, che di fatto hanno decapitato la prima linea offensiva, ora quello di Biglia. Che con il Bologna aveva aperto le marcature e si era confermato leader della mediana biancoceleste.
Per Biglia si tratta di un probabile stiramento al polpaccio, i cui tempi di recupero non potranno essere brevi. E così la Lazio si ritroverà ad affrontare una partita estremamente difficile come quella di mercoledì in Germania senza i suoi due elementi più rappresentativi come esperienza internazionale. Cosa così importante in sfide ad eliminazione diretta come queste.
E' veramente una brutta notizia questa. La Lazio deve difendere un vantaggio minimo e va a giocarsi i gironi Champions a casa del Bayer Leverkusen. Il clima sarà rovente, e sarebbe stato davvero importante poter contare su Biglia e Klose. Così non sarà, pertanto Cataldi e Keita (che verosimilmente sostituiranno i compagni infortunati) saranno chiamati a prendersi grandi responsabilità.
Una sfida azzardata che tutti noi speriamo possa essere vinta.
Non sarà facile. Ci vorrà una Lazio tutta cuore e intelligenza, tutta polmoni e spirito di sacrificio. Le leziosità non saranno ammesse, ogni errore potrebbe essere fatale e per questo la concentrazione dovrà essere al massimo.
Ci si gioca tanto, è una partita che determinerà anche gli eventuali ulteriori sviluppi di mercato. Lo diciamo da tempo: la Lazio ha bisogno di una prima punta di sicuro affidamento, con il fiuto del gol. Anche se Keita ha risposto alla grande in queste due occasioni dove ha avuto la possibilità di mettersi in mostra.
E Felipe Anderson dovrà cambiare marcia. Le leziosità di ieri non ci sono piaciute. Dovrà fare vedere di essere giocatore concreto nei momenti topici: dovrà tornare il fuoriclasse ammirato tra Dicembre e Marzo scorsi, capace di spaccare le partite con gol e assist. Forza Felipe.
Aspettiamo mercoledì. I nostri occhi soffriranno guardando la Lazio con nel cuore la speranza di rivedere le grandi partite che aspettiamo dal 2007. Forza ragazzi, regalateci questo sogno. Sarà dura, ma non arrendetevi mai.
sabato 8 agosto 2015
Juventus-Lazio 2-0: a Shangai niente rivincita.
Niente da fare. Il gap con la Juventus c'è sempre ed è evidente.
La Supercoppa Italiana ha detto questo: la Lazio anche questa volta deve cedere ai bianconeri. Non tanto sul piano del gioco. Complice una condizione atletica ancora non ottimale da parte di entrambe le squadre, complice anche il forte vento e le pessime condizioni del campo.
A proposito del campo, piccola parentesi: ma in Cina il fatto di mettere in tasca un po' di soldi alle due squadre comporta che poi si debba giocare in dei misti campo patate-sabbia, rovinati dai concerti musicali estivi?
Per non parlare della regia e delle immagini televisive, un vero obbrobrio per chi ha guardato la partita.
Come dicevamo, la partita in generale stata equilibrata e specialmente dopo il primo tempo finito 0-0 è sembrato abbastanza chiaro che chi si fosse per primo portato in vantaggio avrebbe vinto. La Lazio non ha del tutto sfigurato davanti alla Juve, certo, così come nell'ultimo match di campionato allo Juventus stadium e naturalmente nella finale di Coppa Italia del 20 maggio scorso. Ma il gap emerge in tutta la sua evidenza quando si tratta di piazzare il colpo del KO o subirlo: Mandzukic e Dybala hanno piazzato un 1-2 terrificante a metà secondo tempo che è subito suonato come una sentenza inappellabile.
Difesa della Lazio decisamente da rivedere: De Vrij era alla sua prima partita stagionale e non poteva essere al top; Gentiletti continua un po' ad arrancare a seguito del suo infortunio.
Basta senza infamia e senza lode; Radu è stato in alcuni frangenti travolto nella sua fascia di competenza e purtroppo tende a confermare le perplessità legate al salto di qualità che ormai ci si attenderebbe dalla sua lunga militanza, probabilmente perché i difetti di gioventù sembrano diventati dei limiti di fondo. Che non abbia le movenze del fluidificante (al contrario di Basta) è da tempo palese, proprio per questo dovrebbe essere impeccabile perlomeno nella fase difensiva e invece non sempre è così.
A centrocampo Biglia era all'esordio come De Vrij e non ha inciso, per alcuni tratti è sembrato quasi cedere la responsabilità a Onazi nello sviluppare la manovra; un fatto non adeguato, questo, perché il nigeriano continua a fare vedere qualche pregio e tanti difetti: recupera qualche pallone a centrocampo ma poi vanifica tutto con la cronica imprecisione nei passaggi e quando è anche solo leggermente pressato va in confusione, specialmente se davanti ha un fuoriclasse assoluto che risponde al nome di Paul Pogba. Anche Cataldi ha sofferto al cospetto del centrocampo bianconero, senza riuscire ad incidere.
In attacco Klose è stato generoso e poco di più, Candreva solo qualche sprazzo e anche lui al di sotto dei suoi standard. Per noi l'unico che ha davvero fatto vedere una luce e una pericolosità con le sue accelerazioni e i suoi tagli è stato Felipe Anderson: il talento più cristallino della Lazio, che però contro la difesa della Juventus non è riuscito a spezzare la partita.
Hanno avuto qualche minuto a disposizione anche Kishna e Morrison, qualche giocata fa ben sperare.
Ma è sembrata chiara una cosa: contro il Bayer Leverkusen la speranza dei tifosi della Lazio ora come ora passa soprattutto da Felipe Anderson.
Un abbraccio a tutti e sempre Forza Lazio.
La Supercoppa Italiana ha detto questo: la Lazio anche questa volta deve cedere ai bianconeri. Non tanto sul piano del gioco. Complice una condizione atletica ancora non ottimale da parte di entrambe le squadre, complice anche il forte vento e le pessime condizioni del campo.
A proposito del campo, piccola parentesi: ma in Cina il fatto di mettere in tasca un po' di soldi alle due squadre comporta che poi si debba giocare in dei misti campo patate-sabbia, rovinati dai concerti musicali estivi?
Per non parlare della regia e delle immagini televisive, un vero obbrobrio per chi ha guardato la partita.
Come dicevamo, la partita in generale stata equilibrata e specialmente dopo il primo tempo finito 0-0 è sembrato abbastanza chiaro che chi si fosse per primo portato in vantaggio avrebbe vinto. La Lazio non ha del tutto sfigurato davanti alla Juve, certo, così come nell'ultimo match di campionato allo Juventus stadium e naturalmente nella finale di Coppa Italia del 20 maggio scorso. Ma il gap emerge in tutta la sua evidenza quando si tratta di piazzare il colpo del KO o subirlo: Mandzukic e Dybala hanno piazzato un 1-2 terrificante a metà secondo tempo che è subito suonato come una sentenza inappellabile.
Difesa della Lazio decisamente da rivedere: De Vrij era alla sua prima partita stagionale e non poteva essere al top; Gentiletti continua un po' ad arrancare a seguito del suo infortunio.
Basta senza infamia e senza lode; Radu è stato in alcuni frangenti travolto nella sua fascia di competenza e purtroppo tende a confermare le perplessità legate al salto di qualità che ormai ci si attenderebbe dalla sua lunga militanza, probabilmente perché i difetti di gioventù sembrano diventati dei limiti di fondo. Che non abbia le movenze del fluidificante (al contrario di Basta) è da tempo palese, proprio per questo dovrebbe essere impeccabile perlomeno nella fase difensiva e invece non sempre è così.
A centrocampo Biglia era all'esordio come De Vrij e non ha inciso, per alcuni tratti è sembrato quasi cedere la responsabilità a Onazi nello sviluppare la manovra; un fatto non adeguato, questo, perché il nigeriano continua a fare vedere qualche pregio e tanti difetti: recupera qualche pallone a centrocampo ma poi vanifica tutto con la cronica imprecisione nei passaggi e quando è anche solo leggermente pressato va in confusione, specialmente se davanti ha un fuoriclasse assoluto che risponde al nome di Paul Pogba. Anche Cataldi ha sofferto al cospetto del centrocampo bianconero, senza riuscire ad incidere.
In attacco Klose è stato generoso e poco di più, Candreva solo qualche sprazzo e anche lui al di sotto dei suoi standard. Per noi l'unico che ha davvero fatto vedere una luce e una pericolosità con le sue accelerazioni e i suoi tagli è stato Felipe Anderson: il talento più cristallino della Lazio, che però contro la difesa della Juventus non è riuscito a spezzare la partita.
Hanno avuto qualche minuto a disposizione anche Kishna e Morrison, qualche giocata fa ben sperare.
Ma è sembrata chiara una cosa: contro il Bayer Leverkusen la speranza dei tifosi della Lazio ora come ora passa soprattutto da Felipe Anderson.
Un abbraccio a tutti e sempre Forza Lazio.
sabato 1 agosto 2015
La Lazio in Cina con un Milinkovic-Savic in più: sognare si può.
La Lazio è arrivata in Cina, tra l'entusiasmo dei tifosi locali presenti all'aeroporto di Shangai all'arrivo.
E' inutile negarlo: sono situazioni esaltanti per un tifoso. Il viverle, sia pure a distanza, è esaltante. E' il prologo di un evento importante e atteso. Sono partite secche, sono finali, e per queste occasioni c'è quel fascino della partita all'estero, del contesto che dà visibilità internazionale.
Le amichevoli estive si sono concluse con 4 batoste di fila, ma se c'è un mese dell'anno dove le sconfitte possono essere salutari, questo mese è Luglio. Il mese appena passato.
La Lazio ha impostato la preparazione quest'anno in un modo particolare: il tempo e i risultati diranno se la strada scelta è stata quella giusta.
Si è sostanzialmente rinunciato al fondo, alla corsa persistente, a tutto ciò che carica le gambe di acido lattico oggi ma che un domani, nel medio-lungo termine, ti può dare ottimi risultati dal punto di vista atletico. Visto anche il tempo ristretto passato ad Auronzo, si è invece deciso di curare fin da subito l'uso della palla e le esercitazioni tattiche. Con 6 amichevoli come tappa di avvicinamento agli importanti impegni di Agosto.
L'obiettivo è arrivare all'appuntamento dell'8 Agosto al 60% (un livello condizione che dovrebbe essere similare per la Juventus nostra avversaria), per poi magari essere al 70-85% per i playoff Champions che sono senz'altro l'obiettivo primario della società.
Il gruppo che parte a Shangai è quasi al completo, anche se non tutti gli elementi sono esenti da problemi. Come ad esempio Morrison e Djordjevic che stanno recuperando dagli infortuni. Braafheid (infortunato) e Perea (in attesa di sistemazione) sono rimasti a Roma. Così come Cana, Gonzales e Vinicius, che non rientrano più nel progetto tecnico e sono in attesa di risolvere le proprie situazioni.
Al gruppo dovrebbe unirsi "in extremis" anche Milinkovic. Il 20enne serbo Campione del Mondo Under 20 sembra ormai essere un giocatore della Lazio: solo le visite mediche in Padeia e la firma sul contratto lo separano dal prendere anch'egli l'aereo per la Cina e unirsi ai nuovi compagni. La sua condizione fisica dovrebbe consentirgli di essere a disposizione di Pioli per l'8 Agosto, potrà essere un valore aggiunto ad un centrocampo che sarà sicuramente orfano di Parolo e Lulic squalificati.
Si tratta di un acquisto di prospettiva e che dovrebbe essere di assoluto valore: crediamo anche che il suo rifiuto di trasferirsi alla Fiorentina e il suo aver scelto la Lazio a tutti i costi potrebbe essere un qualcosa che il tifoso Laziale saprà premiare con tutto l'affetto di cui un ragazzo così giovane (che percepirà uno stipendio 10 volte maggiore del suo precedente....giusto sottolineare anche questo) avrà bisogno per calarsi al meglio nella nuova realtà.
Crediamo che perlomeno fino al ritorno del playoff Champions la Lazio non ufficializzerà altri acquisti ma anzi concluderà qualche cessione o risoluzione di contratto. Se il playoff si concluderà positivamente, allora ecco che la società potrà accrescere ulteriormente il valore della rosa con almeno 1 acquisto importante. Che potrebbe essere una prima punta (secondo noi prioritario) o un jolly difensivo o una mezzala.
I tifosi della Lazio vogliono sognare, vogliono cominciare a pensare in grande. Questa finale e i playoff Champions sono le tappe che potrebbero consentire questo. Tutti aspettiamo di vedere la consistenza di questa squadra, con fiducia ma incrociando le dita.
E' inutile negarlo: sono situazioni esaltanti per un tifoso. Il viverle, sia pure a distanza, è esaltante. E' il prologo di un evento importante e atteso. Sono partite secche, sono finali, e per queste occasioni c'è quel fascino della partita all'estero, del contesto che dà visibilità internazionale.
Le amichevoli estive si sono concluse con 4 batoste di fila, ma se c'è un mese dell'anno dove le sconfitte possono essere salutari, questo mese è Luglio. Il mese appena passato.
La Lazio ha impostato la preparazione quest'anno in un modo particolare: il tempo e i risultati diranno se la strada scelta è stata quella giusta.
Si è sostanzialmente rinunciato al fondo, alla corsa persistente, a tutto ciò che carica le gambe di acido lattico oggi ma che un domani, nel medio-lungo termine, ti può dare ottimi risultati dal punto di vista atletico. Visto anche il tempo ristretto passato ad Auronzo, si è invece deciso di curare fin da subito l'uso della palla e le esercitazioni tattiche. Con 6 amichevoli come tappa di avvicinamento agli importanti impegni di Agosto.
L'obiettivo è arrivare all'appuntamento dell'8 Agosto al 60% (un livello condizione che dovrebbe essere similare per la Juventus nostra avversaria), per poi magari essere al 70-85% per i playoff Champions che sono senz'altro l'obiettivo primario della società.
Il gruppo che parte a Shangai è quasi al completo, anche se non tutti gli elementi sono esenti da problemi. Come ad esempio Morrison e Djordjevic che stanno recuperando dagli infortuni. Braafheid (infortunato) e Perea (in attesa di sistemazione) sono rimasti a Roma. Così come Cana, Gonzales e Vinicius, che non rientrano più nel progetto tecnico e sono in attesa di risolvere le proprie situazioni.
Al gruppo dovrebbe unirsi "in extremis" anche Milinkovic. Il 20enne serbo Campione del Mondo Under 20 sembra ormai essere un giocatore della Lazio: solo le visite mediche in Padeia e la firma sul contratto lo separano dal prendere anch'egli l'aereo per la Cina e unirsi ai nuovi compagni. La sua condizione fisica dovrebbe consentirgli di essere a disposizione di Pioli per l'8 Agosto, potrà essere un valore aggiunto ad un centrocampo che sarà sicuramente orfano di Parolo e Lulic squalificati.
Si tratta di un acquisto di prospettiva e che dovrebbe essere di assoluto valore: crediamo anche che il suo rifiuto di trasferirsi alla Fiorentina e il suo aver scelto la Lazio a tutti i costi potrebbe essere un qualcosa che il tifoso Laziale saprà premiare con tutto l'affetto di cui un ragazzo così giovane (che percepirà uno stipendio 10 volte maggiore del suo precedente....giusto sottolineare anche questo) avrà bisogno per calarsi al meglio nella nuova realtà.
Crediamo che perlomeno fino al ritorno del playoff Champions la Lazio non ufficializzerà altri acquisti ma anzi concluderà qualche cessione o risoluzione di contratto. Se il playoff si concluderà positivamente, allora ecco che la società potrà accrescere ulteriormente il valore della rosa con almeno 1 acquisto importante. Che potrebbe essere una prima punta (secondo noi prioritario) o un jolly difensivo o una mezzala.
I tifosi della Lazio vogliono sognare, vogliono cominciare a pensare in grande. Questa finale e i playoff Champions sono le tappe che potrebbero consentire questo. Tutti aspettiamo di vedere la consistenza di questa squadra, con fiducia ma incrociando le dita.
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