Ancora una sconfitta per la Lazio, questa volta però tutt'altro che meritata.
La squadra biancoceleste ha subito dopo pochi minuti un gol su calcio piazzato che ha messo la partita in una situazione penalizzante per come Pioli aveva preparato l'incontro la formazione. Quindi nel primo tempo, pur reagendo immediatamente con orgoglio, la Lazio ha perso del tempo prezioso con banali errori di disimpegno che permettevano all'Empoli di rifiatare e rendersi pericoloso con le ripartenze. Insomma, un primo tempo che ha fatto naufragare i presupposti su cui era stata costruita questa trasferta.
Ma a partire dal fischio d'inizio del secondo tempo, la Lazio ha dato veramente tutto. Ha attaccato dal primo all'ultimo minuto e solo sfortuna e parate del portiere empolese gli hanno impedito di raggiungere perlomeno un pareggio che avrebbe senz'altro meritato. Ha esercitato un forcing intensissimo e raramente ha concesso all'Empoli di superare la metà campo. La cosa forse più sorprendente è stata vedere che anche Mauricio e Hoedt, dopo avere un po' ballato nel primo tempo, erano lucidi nel fare immediatamente ripartire l'azione senza più sbagliare un disimpegno. Sono poi entrati Anderson, Klose e Matri, e la Lazio ha prodotto il massimo sforzo per pareggiare. Affondi di Lulic e Anderson da una parte, di Candreva e Basta dall'altra. Cross su cross e calci d'angolo su calci d'angolo. Niente.
Ci sono anche due goal annullati a Klose che hanno strozzato l'esultanza alla Lazio, uno verosimilmente per gioco pericoloso sul portiere del tedesco e un altro per fuorigioco millimetrico....non ce la prenderemo con l'arbitro Fabbri ma è certo che questa squadra non è mai aiutata nemmeno dal più piccolo briciolo di fortuna in questi frangenti.
Al 94° e 30 secondi l'ultimo acuto, gran tiro di Parolo appena dentro l'area. Fuori.
Ora venerdì arriva la Juventus all'Olimpico.
Cosa dire. Scordiamoci la fortuna e ripartiamo dal secondo tempo con l'Empoli. Ci vorrà una Lazio migliore, una Lazio perfetta, una Lazio senza sbavature dietro e che davanti la palla riesce a buttarla dentro.
100% Lazio.
eADV
domenica 29 novembre 2015
La Lazio ad Empoli con il 4-4-1-1. Prudenza? Vedi post di ieri...
Evidentemente il post di ieri non è passato inosservato!!!!
A parte gli scherzi, le ultime indiscrezioni sulla formazione sembrerebbero vedere concretizzare una volontà di mister Pioli di schierare una squadra più coperta.
L'11 di oggi dovrebbe essere (4-4-1-1):
Marchetti; Basta, Mauricio, Hoedt, Radu; Candreva, Parolo, Biglia, Lulic; Milinkovic-Savic; Djordjevic.
Una squadra quindi con una impostazione più classica, più scolastica. Che, complici anche le condizioni non perfette di Felipe Anderson (torcicollo), rinuncia al tridente. Ma per un motivo ancora più determinante: semplicemente in questo momento la squadra non riesce a supportare un modulo del genere, è un lusso che non riesce a permettersi.
Ovviamente, anche alla luce di quello che abbiamo scritto ieri, siamo d'accordo con Pioli. La Lazio deve dare in questo momento priorità al coprire la difesa, ad evitare ai difensori scene come quella Gervinho-Mauricio nel derby, con il difensore brasiliano che rincorreva in maniera imbarazzante il ben più veloce attaccante ivoriano lanciato verso la porta.
Una squadra con un baricentro più basso ma che non per questo dovrebbe rinunciare a creare fastidi alla difesa dell'Empoli. Se Milinkovic-Savic (per noi un gioiello che presto farà davvero vedere di che pasta è fatto) riuscirà a muoversi efficacemente tra le linee e Djordjevic saprà raccogliere i cross di Lulic e Candreva, la Lazio di oggi sarà comunque squadra capace di fare male in avanti.
Ora la parola al campo, come sempre. Vedremo se queste idee che abbiamo esposto troveranno un qualche riscontro.
E, come al solito, un abbraccio particolare ai tifosi biancocelesti che leggono l'articolo e sempre Forza Lazio !!!
A parte gli scherzi, le ultime indiscrezioni sulla formazione sembrerebbero vedere concretizzare una volontà di mister Pioli di schierare una squadra più coperta.
L'11 di oggi dovrebbe essere (4-4-1-1):
Marchetti; Basta, Mauricio, Hoedt, Radu; Candreva, Parolo, Biglia, Lulic; Milinkovic-Savic; Djordjevic.
Una squadra quindi con una impostazione più classica, più scolastica. Che, complici anche le condizioni non perfette di Felipe Anderson (torcicollo), rinuncia al tridente. Ma per un motivo ancora più determinante: semplicemente in questo momento la squadra non riesce a supportare un modulo del genere, è un lusso che non riesce a permettersi.
Ovviamente, anche alla luce di quello che abbiamo scritto ieri, siamo d'accordo con Pioli. La Lazio deve dare in questo momento priorità al coprire la difesa, ad evitare ai difensori scene come quella Gervinho-Mauricio nel derby, con il difensore brasiliano che rincorreva in maniera imbarazzante il ben più veloce attaccante ivoriano lanciato verso la porta.
Una squadra con un baricentro più basso ma che non per questo dovrebbe rinunciare a creare fastidi alla difesa dell'Empoli. Se Milinkovic-Savic (per noi un gioiello che presto farà davvero vedere di che pasta è fatto) riuscirà a muoversi efficacemente tra le linee e Djordjevic saprà raccogliere i cross di Lulic e Candreva, la Lazio di oggi sarà comunque squadra capace di fare male in avanti.
Ora la parola al campo, come sempre. Vedremo se queste idee che abbiamo esposto troveranno un qualche riscontro.
E, come al solito, un abbraccio particolare ai tifosi biancocelesti che leggono l'articolo e sempre Forza Lazio !!!
sabato 28 novembre 2015
Lazio-Dnipro 3-1: un pò più di ottimismo prima dell'insidia-Empoli. E su Douglas....
Dopo il deludente pareggio con il Palermo e il ritiro a Formello deciso dalla società, la Lazio batte il Dnipro all'Olimpico per 3-1 qualificandosi con un turno di anticipo per i sedicesimi di finale di Europa League, e con la certezza del primo posto nel girone. Cosa molto importante perché permetterà alla Lazio di presentarsi come testa di serie al sorteggio evitando così le prime classificate e soprattutto le terze dei gironi di Champions che verranno convogliate in questa competizione.
Un cammino finora davvero buono quello della Lazio di coppa, che purtroppo non fa rima con il campionato dove i biancocelesti hanno ormai perso i contatti con le prime. Le tre sconfitte consecutive spezzate dal pareggio interno con il Palermo hanno messo a nudo tutte le fragilità di una squadra orfana del suo migliore elemento difensivo, De Vrij, alla cui assenza ormai ci si dovrà abituare. Assenza cui la società, nelle intenzioni, vorrà colmare al mercato di gennaio.
Un nome più di altri sembra circolare ed è quello del brasiliano Douglas che la Lazio ha appena incontrato sul campo essendo un giocatore del Dnipro.
Il brasiliano ha una indubbia prestanza fisica e di testa si fa valere, ma noi non siamo convinti sia una spanna superiore agli altri difensori centrali presenti nella rosa della Lazio. Insomma, non sembra difensore con padronanza tecnico-tattica tale da essere in grado di spezzare le trame avversarie facendo ripartire l'azione. E in Italia, con attaccanti brevilinei da affrontare, pensiamo possa soffrire al pari di Gentiletti e Mauricio gli 1 contro 1 che la Lazio in generale concede, perché resta una squadra prevalentemente offensiva e portata a giocare con il baricentro alto.
Forse la Lazio è una squadra che, tenute conto le caratteristiche della rosa, andrebbe da questo punto di vista ridisegnata. Giocando con il baricentro da metà-campo in su, dovrebbe essere una squadra corta, compatta, con distanze minime tra difesa e attacco e difensori abili nel fuorigioco. Ma se non si possono rispettare queste condizioni, meglio avere un assetto maggiormente difensivo e concedere il meno possibile i contropiedi agli avversari.
Un allenatore deve valutare una rosa e utilizzare un sistema che si concilia con le caratteristiche degli elementi a disposizione. Di Pioli apprezziamo la volontà di proporre un calcio tecnico, palla a terra, di prima. Ha fatto tante cose buone il tecnico emiliano: ora però deve dimostrare di avere in pugno la situazione con il gruppo e si deve fare intendere con la società.
Noi pensiamo che l'ultimo mercato estivo della Lazio non sia stato orchestrato da Pioli: probabilmente egli ha dato delle indicazioni generali, ma la società ha seguito le proprie tracce e le proprie piste per arrivare a determinati giocatori che aveva nel mirino. Se questo non fosse vero, sarebbe un po' difficile spiegare perché al recente derby Pioli abbia puntato sul gruppo-Lazio dell'anno scorso senza schierare titolare nessuno dei nuovi acquisti.
A questo punto, se si vorrà fare una buona stagione e questo è ancora assolutamente possibile, il mercato di gennaio è imprescindibile. Un difensore di qualità è assolutamente necessario, fosse anche l'unico acquisto su cui investire tutte le risorse. Questa volta Pioli dovrà farsi intendere, per evitare che si ripetano film già visti e dei quali francamente i tifosi della Lazio si sono a dir poco stancati.
Ora domenica c'è la trasferta di Empoli dove ci auguriamo la Lazio sappia finalmente farsi valere nonostante i tanti problemi.
Un cammino finora davvero buono quello della Lazio di coppa, che purtroppo non fa rima con il campionato dove i biancocelesti hanno ormai perso i contatti con le prime. Le tre sconfitte consecutive spezzate dal pareggio interno con il Palermo hanno messo a nudo tutte le fragilità di una squadra orfana del suo migliore elemento difensivo, De Vrij, alla cui assenza ormai ci si dovrà abituare. Assenza cui la società, nelle intenzioni, vorrà colmare al mercato di gennaio.
Un nome più di altri sembra circolare ed è quello del brasiliano Douglas che la Lazio ha appena incontrato sul campo essendo un giocatore del Dnipro.
Il brasiliano ha una indubbia prestanza fisica e di testa si fa valere, ma noi non siamo convinti sia una spanna superiore agli altri difensori centrali presenti nella rosa della Lazio. Insomma, non sembra difensore con padronanza tecnico-tattica tale da essere in grado di spezzare le trame avversarie facendo ripartire l'azione. E in Italia, con attaccanti brevilinei da affrontare, pensiamo possa soffrire al pari di Gentiletti e Mauricio gli 1 contro 1 che la Lazio in generale concede, perché resta una squadra prevalentemente offensiva e portata a giocare con il baricentro alto.
Forse la Lazio è una squadra che, tenute conto le caratteristiche della rosa, andrebbe da questo punto di vista ridisegnata. Giocando con il baricentro da metà-campo in su, dovrebbe essere una squadra corta, compatta, con distanze minime tra difesa e attacco e difensori abili nel fuorigioco. Ma se non si possono rispettare queste condizioni, meglio avere un assetto maggiormente difensivo e concedere il meno possibile i contropiedi agli avversari.
Un allenatore deve valutare una rosa e utilizzare un sistema che si concilia con le caratteristiche degli elementi a disposizione. Di Pioli apprezziamo la volontà di proporre un calcio tecnico, palla a terra, di prima. Ha fatto tante cose buone il tecnico emiliano: ora però deve dimostrare di avere in pugno la situazione con il gruppo e si deve fare intendere con la società.
Noi pensiamo che l'ultimo mercato estivo della Lazio non sia stato orchestrato da Pioli: probabilmente egli ha dato delle indicazioni generali, ma la società ha seguito le proprie tracce e le proprie piste per arrivare a determinati giocatori che aveva nel mirino. Se questo non fosse vero, sarebbe un po' difficile spiegare perché al recente derby Pioli abbia puntato sul gruppo-Lazio dell'anno scorso senza schierare titolare nessuno dei nuovi acquisti.
A questo punto, se si vorrà fare una buona stagione e questo è ancora assolutamente possibile, il mercato di gennaio è imprescindibile. Un difensore di qualità è assolutamente necessario, fosse anche l'unico acquisto su cui investire tutte le risorse. Questa volta Pioli dovrà farsi intendere, per evitare che si ripetano film già visti e dei quali francamente i tifosi della Lazio si sono a dir poco stancati.
Ora domenica c'è la trasferta di Empoli dove ci auguriamo la Lazio sappia finalmente farsi valere nonostante i tanti problemi.
sabato 21 novembre 2015
Lazio-Palermo: è l'ora del riscatto, è l'ora di ripartire.
La Lazio affronta domani il Palermo (che in panchina avrà l'ex Ballardini....) dopo l'ultimo periodo avaro di soddisfazioni.
La squadra deve dimostrare di avere i giusti stimoli per reagire. D'ora in poi Pioli non dovrà guardare in faccia nessuno: se nel Derby ha scelto un undici "conservativo", facendo scendere in campo i giocatori che l'anno scorso consentirono alla Lazio di arrivare terza, ora lui stesso siamo sicuri abbia capito che la squadra quest'anno per ripetersi non può prescindere da qualche volto nuovo cui sia stato consentito di integrarsi nella squadra.
Ripetiamo: ci sono alcuni giocatori della Lazio che non sono più da Lazio cui è consentito di scendere in campo. Ma se finora questo poteva essere in una certa misura giustificato da un periodo di adattamento per i nuovi acquisti, ora questa giustificazione non vale più perché anche i risultati sul campo non aiutano più.
Hoedt, Kishna, Milinkovic-Savic e Morrison le qualità le hanno. E' tempo che per alcuni di loro ci sia maggiore spazio, se necessario ridisegnando un attimino la squadra per avere un modulo adatto alle caratteristiche dei giocatori. Probabilmente tra Klose, Djordjevic e Matri solo uno dei tre può essere impiegato dall'inizio. Perché probabilmente la Lazio con due punte non dà il meglio: sembra anzi piuttosto una squadra da "falso nueve", che ha in organico un solo regista puro che è Biglia e che sembra poter puntare al gol più con gli inserimenti di centrocampisti come Parolo e Milinkovic-Savic e con le accellerazioni di Anderson, Candreva, Keita e Kishna.
Domani Hoedt e Keita dovrebbero partire titolari, togliendo il posto a Mauricio e nientemeno uno tra Anderson e Candreva.
Il romano di Tor de Cenci sta attraversando un periodo particolare: la stampa lo ha messo in cattiva luce per qualche prestazione non buona e per il presunto fronte contro di lui che si è creato all'interno dello spogliatoio.
Sinceramente per noi Candreva come attaccamento alla maglia non si discute, né è stato qualche suo personalismo di troppo a decidere in negativo le partite per la Lazio: l'unica cosa che ci sentiamo di sottoscrivere è che se in questo momento Keita sta meglio, è giusto che giochi Keita. Punto.
Pioli nella conferenza stampa di oggi ha riconosciuto che finora la stagione dei biancocelesti è stata negativa, ma che non vede la squadra scarica.
Possiamo e dobbiamo credergli. L'ultima parola la avrà il campo domani.
100% Lazio.
La squadra deve dimostrare di avere i giusti stimoli per reagire. D'ora in poi Pioli non dovrà guardare in faccia nessuno: se nel Derby ha scelto un undici "conservativo", facendo scendere in campo i giocatori che l'anno scorso consentirono alla Lazio di arrivare terza, ora lui stesso siamo sicuri abbia capito che la squadra quest'anno per ripetersi non può prescindere da qualche volto nuovo cui sia stato consentito di integrarsi nella squadra.
Ripetiamo: ci sono alcuni giocatori della Lazio che non sono più da Lazio cui è consentito di scendere in campo. Ma se finora questo poteva essere in una certa misura giustificato da un periodo di adattamento per i nuovi acquisti, ora questa giustificazione non vale più perché anche i risultati sul campo non aiutano più.
Hoedt, Kishna, Milinkovic-Savic e Morrison le qualità le hanno. E' tempo che per alcuni di loro ci sia maggiore spazio, se necessario ridisegnando un attimino la squadra per avere un modulo adatto alle caratteristiche dei giocatori. Probabilmente tra Klose, Djordjevic e Matri solo uno dei tre può essere impiegato dall'inizio. Perché probabilmente la Lazio con due punte non dà il meglio: sembra anzi piuttosto una squadra da "falso nueve", che ha in organico un solo regista puro che è Biglia e che sembra poter puntare al gol più con gli inserimenti di centrocampisti come Parolo e Milinkovic-Savic e con le accellerazioni di Anderson, Candreva, Keita e Kishna.
Domani Hoedt e Keita dovrebbero partire titolari, togliendo il posto a Mauricio e nientemeno uno tra Anderson e Candreva.
Il romano di Tor de Cenci sta attraversando un periodo particolare: la stampa lo ha messo in cattiva luce per qualche prestazione non buona e per il presunto fronte contro di lui che si è creato all'interno dello spogliatoio.
Sinceramente per noi Candreva come attaccamento alla maglia non si discute, né è stato qualche suo personalismo di troppo a decidere in negativo le partite per la Lazio: l'unica cosa che ci sentiamo di sottoscrivere è che se in questo momento Keita sta meglio, è giusto che giochi Keita. Punto.
Pioli nella conferenza stampa di oggi ha riconosciuto che finora la stagione dei biancocelesti è stata negativa, ma che non vede la squadra scarica.
Possiamo e dobbiamo credergli. L'ultima parola la avrà il campo domani.
100% Lazio.
sabato 14 novembre 2015
Lazio, Derby indigesto. E ora? Reagire!!!
Ancora una volta derby fatale per la Lazio.
Un altro derby perso della gestione Lotito, l’ennesimo boccone amaro che i tifosi biancocelesti devono ingoiare e che ormai non può più in nessun modo essere mitigato dal derby di finale coppa Italia vinto il 26 Maggio 2013.
E questo è solo l’apice dei bocconi amari che i tifosi biancocelesti hanno dovuto ingoiare in questi primi tormentati 3 mesi di stagione.
Supercoppa Italiana persa senza attenuanti, qualificazione Champions polverizzata dopo un terzo posto in campionato che non sarà certo facile replicare. Una serie impressionante di sconfitte in trasferta in campionato. Scontri diretti tutti malamente persi come del resto anche negli anni precedenti nella stragrande maggioranza dei casi. Appena la Lazio deve confrontarsi con Juventus, Roma, Napoli, Inter e Milan perde regolarmente e mostra tutta la sua fragilità.
La squadra si è dimostrata finora competitiva nel girone di Europa League che però, francamente, non si è dimostrato certo un girone di ferro.
Troppo poco per essere soddisfatti di questo inizio di stagione, troppo poco per non bocciare il mercato estivo. Che forse potrà dimostrarsi nel medio-lungo termine valido per il futuro della squadra, e questo tutti i Laziali se lo augurano, ma che per adesso non ha assolutamente permesso di fare alcun vero salto di qualità.
Kishna e Hoedt giocano poco e debbono ancora crescere, Patric è un oggetto misterioso ancor più di Morrison che finora ha giocato la miseria di una partita. Milinkovic-Savic ha dato qualche certezza in più ma anche lui non è stato inserito nell’11 titolare del derby. Quando la Lazio gioca le partite di cartello, Pioli si fida sempre più dei vecchi che dei nuovi e questa è la migliore dimostrazione di quanto le scelte di mercato siano state scarsamente incisive in questi primi 3 mesi di stagione.
Pioli merita rispetto per quanto ha fatto finora con la Lazio. Quello che deve fare per non perderlo, questo rispetto, è esercitare sempre spirito costruttivamente critico verso se stesso e verso l’ambiente. La Lazio, con una gestione come quella attuale, ha bisogno di un allenatore che si faccia sentire con la società per avere quello che vuole, non farsi andare bene quello che gli viene dato. Lasciando anche stare certe dichiarazioni, che negli ultimi tempi abbiamo visto ripetersi come “i ragazzi sanno quello che devono fare in campo” o “questa sarà la partita della svolta” quando poi tutto questo viene puntualmente smentito da quello che il campo fa vedere e il solo risultato è quello di raddoppiare la frustrazione dei tifosi.
Crediamo che 11 anni di gestione Lotito non possano essere descritti solo con 2 Coppe Italia e 1 Supercoppa Italiana conquistate e qualche ottimo risultato raccolto nel settore giovanile.
Il presidente Lotito ha già alle spalle una presidenza più lunga di quella di Cragnotti ma in 11 anni la Lazio non ha una sola volta, ripetiamo una, battuto la Juventus in campionato.
In questi 11 anni la Lazio su 23 derby di campionato ne ha vinti 7, ne ha pareggiati 6 e ne ha perso ben 10.
Ogni volta che la Lazio è stata chiamata a confrontarsi con squadre di spessore della serie A italiana ha quasi sempre raccolto risultati negativi.
Persino contro il Milan e l’Inter mediocri degli ultimi anni ha fatto una fatica tremenda a collezionare punti.
La media piazzamenti in campionato è da ottavo posto (senza contare quest'anno) e di magre figure in europa ormai si è perso il conto: una sola partecipazione un minimo incisiva in 11 anni, e si parla del quarto di finale in Europa League con Petkovic nel 2013.
Il tifoso Laziale non pretende che la Lazio diventi il Real Madrid o il Bayern Monaco o il Barcellona. Ma nemmeno vuole che gli si rubino i sogni. Come possibilità concrete non vediamo perché la Lazio non possa riprendere le orme di squadre come Atletico Madrid, Siviglia o Borussia Dortmund. Esempi di squadre che non avrebbero potenzialità di budget superiori alla Lazio ma che, a differenza della Lazio, tramite una determinata programmazione hanno fatto tante stagioni ad alti livelli da protagoniste e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
La dirigenza deve sapere questo. E lo sa. Perché se così non fosse, tanto varrebbe dedicarsi a mille e mille altre cose e attività dove si possa dare espressione alle proprie abilità da gestore prescindendo da qualsiasi investimento in denaro. Senza quindi dover mettere mano al portafogli come di norma un presidente di una società di calcio con un minimo di ambizione dovrebbe fare.
Tornando al campo, la squadra ora deve reagire. E fare gruppo senza curarsi del solito giornalismo-spazzatura: gli stessi che definivano Biglia imprescindibile solo poche settimane fa ora quasi rimproverano la società per non averlo venduto facendo cassa....per carità.
Così come sono gratuite le critiche al Candreva egoista, demotivato e mal sopportato dallo spogliatoio. Per carità 2. Candreva potrà esserci rimasto male per la fascia di capitano (faccenda mal gestita) e forse questo potrebbe avergli tolto qualche motivazione. Ma Candreva sono anni che tira la carretta ed esce dal campo con la maglietta grondante sudore. Per cui lo si lasci tranquillo....perché non è certo Candreva il problema della Lazio e anzi ci auguriamo che la Nazionale possa averlo ricaricato.
100% Lazio!!!
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