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lunedì 28 dicembre 2015

Per la Lazio fine 2015 con finalmente un pò di ottimismo...e Tanti Tanti Auguri per un positivo 2016 !!!

L'ottima e sorprendente prestazione di Milano contro la capolista Inter ha riportato un pò di pace e ottimismo in casa Lazio.

Una Lazio ottimamente disposta in campo e che ha ben presidiato le fasce controllando efficacemente tutti gli attacchi dell'Inter controreplicando con incisività. E riuscendo a portare a casa 3 punti davvero insperati alla vigilia e proprio per questo ancora più belli e preziosi.

La classifica vede ora la Lazio con 22 punti attestata all'ultimo posto disponibile della parte destra della classifica, conquistato quindi in extremis. Aspetto questo per ora marginale perché la cosa più importante resta quella di avere ritrovato ottima prestazione e risultato, cosa che da tanto tempo non si verificava e che permetterà a mister Pioli di lavorare finalmente con un pizzico di serenità in più.

Ora si riprenderà il 6 Gennaio con Lazio-Carpi. L'apertura del mercato invernale di riparazione è alle porte e speriamo la società faccia le mosse adeguate per rinforzare una squadra che ha necessità vitale di riconquistare posizioni in campionato e che sarà impegnata a Gennaio nei quarti di finale di coppa Italia con la Juventus e a febbraio nei sedicesimi di finale di Europa League contro l'ostico Galatasaray.

Serve un centrale del livello di De Vrij, anche se è bene non farsi troppe illusioni al riguardo: senz'altro il budget di spesa sarà limitato e quindi non sarà facile conciliare low cost con qualità....confidare in una sorpresa o in una felice intuizione dello staff sembra essere lo scenario ottimistico più probabile.

Un'altra cosa importante sarà risolvere alcune spinose questioni contrattuali tra cui quella del rinnovo di Marchetti: o rinnova oppure la Lazio dovrà anche cercare un portiere titolare, cosa che a questo punto della stagione potrebbe rivelarsi un azzardo.

Riteniamo anche che Keita debba essere blindato, e non ceduto. L'ex blaugrana è un talento, secondo noi è destinato ad essere presto un titolare della Lazio e sarebbe un delitto vederlo compiere prodezze con un'altra maglia.

Auguro un 2016 con tante soddisfazioni per la nostra Lazio e l'occasione mi è cara per porgere i miei migliori Auguri a quelle persone che spendono qualche minuto del loro tempo per visitare questo piccolo spazio Internet....il mio pensiero è sempre per Voi!!!

Sereno 2016 a tutti Voi e FORZA LAZIO !!!

domenica 13 dicembre 2015

La Lazio riceve la Samp: conta solo fare risultato.

Un lunedì particolarmente importante per la Lazio.

Partita delicata con la Sampdoria, anche essa squadra in grave difficoltà dopo l'esonero di Zenga e l'inizio infelice di Montella.

Pioli sta cercando di ricompattare il gruppo, che ha in generale ben risposto all'ultimo impegno del girone di Europa League con un buon 1-1 a St.Etienne.
Ha definito in conferenza stampa la partita con la Sampdoria come "la più importante della stagione fino a questo momento"...speriamo sappia toccare le corde giuste e riesca a riprendere il controllo della situazione che nell'ultimo periodo sembrava essergli sfuggito di mano.

Lo abbiamo ripetuto spesso e anche stavolta non manchiamo di ricordarlo: per le fortune di questa squadra, Felipe Anderson è imprescindibile. Domani rischia l'esclusione perché a quanto pare Pioli vuole maggiormente proteggere la difesa con Cataldi a dare man forte a Biglia e Parolo e questo comporterebbe cambiare modulo sottraendo un giocatore al reparto offensivo. Certamente un'altra prestazione in ombra come quella di St.Etienne non ha aiutato il giovane talento a proporsi come titolare per domani: in ogni caso è assolutamente indispensabile che questo ragazzo venuto dal Brasile si riprenda la Lazio a suon di prestazioni e gol così come è stato capace di fare l'anno scorso, e tutto guarda caso cominciò un anno fa.

Forza Felipe!!! La Lazio ha bisogno di te.

E Forza Lazio.

domenica 6 dicembre 2015

La Lazio è sola. Ma è Pioli il problema?

La Lazio è sola.

Sola perché con dei tifosi amareggiati, vilipesi, oltraggiati dalle delusioni degli ultimi sei mesi e con l'accompagnamento costante della frattura insanabile con la proprietà. Tifosi che restano innamorati dell'icona-Lazio ma che non si sentono rappresentati degnamente da diversi elementi che scendono in campo oltre che da una dirigenza colpevole di aver loro rubato i sogni e di averli sottoposti a umiliazioni su umiliazioni che due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana in 11 anni non sono più sufficienti a mitigare.

Ora il capro espiatorio di tutta questa situazione è, come sempre succede nel calcio, l'allenatore Pioli.

Ma le colpe che può avere il tecnico sono scindibili dalle colpe societarie?

Noi crediamo di no, perché per essere l'allenatore della Lazio oggi è necessario essere, in tutto o in parte, aziendalisti. La Lazio in questo momento storico non è società che può condividere un programma tecnico con un allenatore: lo può solo imporre.

In questo senso non è possibile dividere le colpe. Perchè la storia si ripete: si pensi a cosa successe al neoarrivato Ballardini quando dovette lasciare fuori rosa Ledesma e Pandev, a nostro parere forzato dalla società a compiere questo passo. Strategie scellerate che portarono la Lazio in zona retrocessione e il tecnico all'esonero.

Per non parlare di Delio Rossi, che lasciò quando capì che certe situazioni non potevano cambiare. Per non parlare di Petkovic, che prima portò la società ad autoincensarsi per averlo scoperto (ricordiamoci il celebre "l'ho voluto io....lavorava alla Caritas....") e che poi venne lentamente privato di supporto dopo essere rimasto privo di una campagna estiva di rafforzamento che il Derby vinto nella finale di Coppa Italia aveva evidentemente fatto dimenticare, fino all'esonero maturato guarda caso proprio alla fine dell'anno.

Anche Pioli arriva a Dicembre con il rischio-esonero dopo i risultati negativi. Ma chi ha fatto il mercato estivo? Perchè la proprietà si limita a fare trapelare il suo malumore ma in una situazione come questa non dice una parola per spiegare cosa sta succedendo? Come si può pensare di dirigere una società con il consenso se si gongola davanti alle telecamere quando le cose vanno bene e nei momenti di difficoltà ci si nasconde dietro le quinte?

Ora, siccome ai tifosi della Lazio sta a cuore la Lazio, ci auguriamo che qualcosa possa succedere per uscire da questa brutta situazione. Il tempo per rimediare c'è tutto, ma prima di tutto società, allenatore e giocatori devono ricompattarsi e diventare una cosa sola. Senza questo, non possono esserci risultati e consenso.

Ora la Lazio è sola, ferita. Ma non può risollevarsi da sola. La Lazio ha sempre tratto la propria energia dai tifosi....sono i tifosi che hanno sempre dato energia alla Lazio, non il contrario. Perchè mentre tante tifoserie sono tali anche e soprattutto sull'onda dei risultati del campo, il tifoso Laziale non ha potuto spesso contare su questo. E quindi ha dovuto poggiare la sua passione su altre basi: la Lazialità, fatta di idealismo e senso di appartenenza.

La Lazio ha bisogno dei propri tifosi.

Sempre Forza Lazio.

venerdì 4 dicembre 2015

Lazio-Juventus 0-2. La volontà non basta.

Siamo qui a commentare l'ennesima sconfitta della Lazio contro la Juventus, che a partire dall'era Lotito ha solo vinto o in qualche rara occasione pareggiato in campionato contro i biancocelesti.
Una vittoria che alla Lazio manca ormai dal 2003.

Nonostante l'approccio apparentemente buono alla partita, la Lazio si è trovata già dopo pochi minuti in svantaggio con una sfortunata autorete di Gentiletti. Purtroppo sono segnali inequivocabili, la sfortuna ci vede bene e in questo momento si sta divertendo con la Lazio (già storicamente in rapporti a dir poco complicati con la dea bendata).

Per il resto la Lazio ha provato a reagire ma ha sbattuto regolarmente contro il solito muro juventino.
I centrali Gentiletti e Mauricio si sono trovati parecchio in difficoltà con la grande velocità di Dybala che ha propiziato il primo gol e realizzato il secondo con grande abilità.
Dopo questo la partita non ha avuto molto da dire e francamente nemmeno abbiamo voglia di commentarla ulteriormente.

Purtroppo la Lazio è una squadra che ha perso fiducia nei propri mezzi e tutto inizio dallo 0-3 di Agosto in Germania contro il Leverkusen. Una Champions che la Lazio voleva raggiungere, che pensava di avere le possibilità di raggiungere ma che invece ha perso nettamente, senza attenuanti se non quella di essersi presentata all'appuntamento decisivo orfana degli infortunati Klose e Biglia e con un De Vrij con una condizione a dir poco approssimativa, una stagione cominciata in disgrazia per l'olandese e a novembre già da considerarsi conclusa.

A noi, francamente, dispiace per Pioli che è messo in discussione dai risultati. Questo perché secondo noi il tecnico emiliano ha fatto meglio pur avendo meno fortuna di alcuni suoi predecessori. Ha dato alla Lazio un'identità, un gioco fatto di un calcio tecnico palla a terra, magari non sempre con una circolazione di palla efficace e veloce ma l'anno scorso per larghi tratti davvero piacevole.

Conquistato l'anno scorso il terzo posto in campionato e la finale di coppa Italia, Pioli ha perso in sequenza finale di Coppa Italia e Supercoppa italiana con la Juventus, ha perso il preliminare di Champions e sconfitte in campionato come quella di Verona con il Chievo, di Napoli, di Bergamo e il Derby hanno affossato le convinzioni sue e della squadra di poter essere protagonisti.

Forse in qualche circostanza Pioli non ha detto le cose pane al pane, vedi mercato estivo che secondo noi è stato portato avanti mirando al raggiungimento di obiettivi della società e non a delle richieste vere e proprie dell'allenatore. Forse in certi momenti Pioli si è appiattito in un placido aziendalismo, atteggiamento da evitare viste le dinamiche di gestione di questa società. Questo si paga, forse è questo che Pioli sta pagando oltre i propri demeriti sul campo che non sono tali da giustificare questo poco gratificante posto di metà classifica che la Lazio occupa.

Nonostante tutto, pur senza De Vrij la Lazio resta per noi squadra da 5°-6° posto. Ora la classifica la condanna ma sappiamo che c'è una medicina che può sempre cambiare la rotta e ricompattare il gruppo con l'allenatore: i risultati. Che, secondo noi, non possono prescindere da un Felipe Anderson in stato di grazia e non nel cono d'ombra in cui è entrato nelle ultime settimane.

Aspettiamo il giovedì di coppa e soprattutto il prossimo turno di campionato con la Sampdoria per trovare di nuovo qualche soddisfazione. Ora il momento è brutto, davvero brutto, inutile negarlo. E ci auguriamo che da qui fino a quando non si riprenderà con il calcio giocato sia il buonsenso a prevalere su tutto il resto.

100% Lazio.

domenica 29 novembre 2015

Empoli-Lazio 1-0. La Lazio ci prova fino al 94°, niente da fare.

Ancora una sconfitta per la Lazio, questa volta però tutt'altro che meritata.

La squadra biancoceleste ha subito dopo pochi minuti un gol su calcio piazzato che ha messo la partita in una situazione penalizzante per come Pioli aveva preparato l'incontro la formazione. Quindi nel primo tempo, pur reagendo immediatamente con orgoglio, la Lazio ha perso del tempo prezioso con banali errori di disimpegno che permettevano all'Empoli di rifiatare e rendersi pericoloso con le ripartenze. Insomma, un primo tempo che ha fatto naufragare i presupposti su cui era stata costruita questa trasferta.

Ma a partire dal fischio d'inizio del secondo tempo, la Lazio ha dato veramente tutto. Ha attaccato dal primo all'ultimo minuto e solo sfortuna e parate del portiere empolese gli hanno impedito di raggiungere perlomeno un pareggio che avrebbe senz'altro meritato. Ha esercitato un forcing intensissimo e raramente ha concesso all'Empoli di superare la metà campo. La cosa forse più sorprendente è stata vedere che anche Mauricio e Hoedt, dopo avere un po' ballato nel primo tempo, erano lucidi nel fare immediatamente ripartire l'azione senza più sbagliare un disimpegno. Sono poi entrati Anderson, Klose e Matri, e la Lazio ha prodotto il massimo sforzo per pareggiare. Affondi di Lulic e Anderson da una parte, di Candreva e Basta dall'altra. Cross su cross e calci d'angolo su calci d'angolo. Niente.

Ci sono anche due goal annullati a Klose che hanno strozzato l'esultanza alla Lazio, uno verosimilmente per gioco pericoloso sul portiere del tedesco e un altro per fuorigioco millimetrico....non ce la prenderemo con l'arbitro Fabbri ma è certo che questa squadra non è mai aiutata nemmeno dal più piccolo briciolo di fortuna in questi frangenti.

Al 94° e 30 secondi l'ultimo acuto, gran tiro di Parolo appena dentro l'area. Fuori.

Ora venerdì arriva la Juventus all'Olimpico.

Cosa dire. Scordiamoci la fortuna e ripartiamo dal secondo tempo con l'Empoli. Ci vorrà una Lazio migliore, una Lazio perfetta, una Lazio senza sbavature dietro e che davanti la palla riesce a buttarla dentro.

100% Lazio.

La Lazio ad Empoli con il 4-4-1-1. Prudenza? Vedi post di ieri...

Evidentemente il post di ieri non è passato inosservato!!!!

A parte gli scherzi, le ultime indiscrezioni sulla formazione sembrerebbero vedere concretizzare una volontà di mister Pioli di schierare una squadra più coperta.

L'11 di oggi dovrebbe essere (4-4-1-1):

Marchetti; Basta, Mauricio, Hoedt, Radu; Candreva, Parolo, Biglia, Lulic; Milinkovic-Savic; Djordjevic.

Una squadra quindi con una impostazione più classica, più scolastica. Che, complici anche le condizioni non perfette di Felipe Anderson (torcicollo), rinuncia al tridente. Ma per un motivo ancora più determinante: semplicemente in questo momento la squadra non riesce a supportare un modulo del genere, è un lusso che non riesce a permettersi.

Ovviamente, anche alla luce di quello che abbiamo scritto ieri, siamo d'accordo con Pioli. La Lazio deve dare in questo momento priorità al coprire la difesa, ad evitare ai difensori scene come quella Gervinho-Mauricio nel derby, con il difensore brasiliano che rincorreva in maniera imbarazzante il ben più veloce attaccante ivoriano lanciato verso la porta.

Una squadra con un baricentro più basso ma che non per questo dovrebbe rinunciare a creare fastidi alla difesa dell'Empoli. Se Milinkovic-Savic (per noi un gioiello che presto farà davvero vedere di che pasta è fatto) riuscirà a muoversi efficacemente tra le linee e Djordjevic saprà raccogliere i cross di Lulic e Candreva, la Lazio di oggi sarà comunque squadra capace di fare male in avanti.

Ora la parola al campo, come sempre. Vedremo se queste idee che abbiamo esposto troveranno un qualche riscontro.

E, come al solito, un abbraccio particolare ai tifosi biancocelesti che leggono l'articolo e sempre Forza Lazio !!!

sabato 28 novembre 2015

Lazio-Dnipro 3-1: un pò più di ottimismo prima dell'insidia-Empoli. E su Douglas....

Dopo il deludente pareggio con il Palermo e il ritiro a Formello deciso dalla società, la Lazio batte il Dnipro all'Olimpico per 3-1 qualificandosi con un turno di anticipo per i sedicesimi di finale di Europa League, e con la certezza del primo posto nel girone. Cosa molto importante perché permetterà alla Lazio di presentarsi come testa di serie al sorteggio evitando così le prime classificate e soprattutto le terze dei gironi di Champions che verranno convogliate in questa competizione.

Un cammino finora davvero buono quello della Lazio di coppa, che purtroppo non fa rima con il campionato dove i biancocelesti hanno ormai perso i contatti con le prime. Le tre sconfitte consecutive spezzate dal pareggio interno con il Palermo hanno messo a nudo tutte le fragilità di una squadra orfana del suo migliore elemento difensivo, De Vrij, alla cui assenza ormai ci si dovrà abituare. Assenza cui la società, nelle intenzioni, vorrà colmare al mercato di gennaio.

Un nome più di altri sembra circolare ed è quello del brasiliano Douglas che la Lazio ha appena incontrato sul campo essendo un giocatore del Dnipro.

Il brasiliano ha una indubbia prestanza fisica e di testa si fa valere, ma noi non siamo convinti sia una spanna superiore agli altri difensori centrali presenti nella rosa della Lazio. Insomma, non sembra difensore con padronanza tecnico-tattica tale da essere in grado di spezzare le trame avversarie facendo ripartire l'azione. E in Italia, con attaccanti brevilinei da affrontare, pensiamo possa soffrire al pari di Gentiletti e Mauricio gli 1 contro 1 che la Lazio in generale concede, perché resta una squadra prevalentemente offensiva e portata a giocare con il baricentro alto.

Forse la Lazio è una squadra che, tenute conto le caratteristiche della rosa, andrebbe da questo punto di vista ridisegnata. Giocando con il baricentro da metà-campo in su, dovrebbe essere una squadra corta, compatta, con distanze minime tra difesa e attacco e difensori abili nel fuorigioco. Ma se non si possono rispettare queste condizioni, meglio avere un assetto maggiormente difensivo e concedere il meno possibile i contropiedi agli avversari.

Un allenatore deve valutare una rosa e utilizzare un sistema che si concilia con le caratteristiche degli elementi a disposizione. Di Pioli apprezziamo la volontà di proporre un calcio tecnico, palla a terra, di prima. Ha fatto tante cose buone il tecnico emiliano: ora però deve dimostrare di avere in pugno la situazione con il gruppo e si deve fare intendere con la società.

Noi pensiamo che l'ultimo mercato estivo della Lazio non sia stato orchestrato da Pioli: probabilmente egli ha dato delle indicazioni generali, ma la società ha seguito le proprie tracce e le proprie piste per arrivare a determinati giocatori che aveva nel mirino. Se questo non fosse vero, sarebbe un po' difficile spiegare perché al recente derby Pioli abbia puntato sul gruppo-Lazio dell'anno scorso senza schierare titolare nessuno dei nuovi acquisti.

A questo punto, se si vorrà fare una buona stagione e questo è ancora assolutamente possibile, il mercato di gennaio è imprescindibile. Un difensore di qualità è assolutamente necessario, fosse anche l'unico acquisto su cui investire tutte le risorse. Questa volta Pioli dovrà farsi intendere, per evitare che si ripetano film già visti e dei quali francamente i tifosi della Lazio si sono a dir poco stancati.

Ora domenica c'è la trasferta di Empoli dove ci auguriamo la Lazio sappia finalmente farsi valere nonostante i tanti problemi.

sabato 21 novembre 2015

Lazio-Palermo: è l'ora del riscatto, è l'ora di ripartire.

La Lazio affronta domani il Palermo (che in panchina avrà l'ex Ballardini....) dopo l'ultimo periodo avaro di soddisfazioni.

La squadra deve dimostrare di avere i giusti stimoli per reagire. D'ora in poi Pioli non dovrà guardare in faccia nessuno: se nel Derby ha scelto un undici "conservativo", facendo scendere in campo i giocatori che l'anno scorso consentirono alla Lazio di arrivare terza, ora lui stesso siamo sicuri abbia capito che la squadra quest'anno per ripetersi non può prescindere da qualche volto nuovo cui sia stato consentito di integrarsi nella squadra.

Ripetiamo: ci sono alcuni giocatori della Lazio che non sono più da Lazio cui è consentito di scendere in campo. Ma se finora questo poteva essere in una certa misura giustificato da un periodo di adattamento per i nuovi acquisti, ora questa giustificazione non vale più perché anche i risultati sul campo non aiutano più.

Hoedt, Kishna, Milinkovic-Savic e Morrison le qualità le hanno. E' tempo che per alcuni di loro ci sia maggiore spazio, se necessario ridisegnando un attimino la squadra per avere un modulo adatto alle caratteristiche dei giocatori. Probabilmente tra Klose, Djordjevic e Matri solo uno dei tre può essere impiegato dall'inizio. Perché probabilmente la Lazio con due punte non dà il meglio: sembra anzi piuttosto una squadra da "falso nueve", che ha in organico un solo regista puro che è Biglia e che sembra poter puntare al gol più con gli inserimenti di centrocampisti come Parolo e Milinkovic-Savic e con le accellerazioni di Anderson, Candreva, Keita e Kishna.

Domani Hoedt e Keita dovrebbero partire titolari, togliendo il posto a Mauricio e nientemeno uno tra Anderson e Candreva.

Il romano di Tor de Cenci sta attraversando un periodo particolare: la stampa lo ha messo in cattiva luce per qualche prestazione non buona e per il presunto fronte contro di lui che si è creato all'interno dello spogliatoio.
Sinceramente per noi Candreva come attaccamento alla maglia non si discute, né è stato qualche suo personalismo di troppo a decidere in negativo le partite per la Lazio: l'unica cosa che ci sentiamo di sottoscrivere è che se in questo momento Keita sta meglio, è giusto che giochi Keita. Punto.

Pioli nella conferenza stampa di oggi ha riconosciuto che finora la stagione dei biancocelesti è stata negativa, ma che non vede la squadra scarica.
Possiamo e dobbiamo credergli. L'ultima parola la avrà il campo domani.

100% Lazio.

sabato 14 novembre 2015

Lazio, Derby indigesto. E ora? Reagire!!!

Ancora una volta derby fatale per la Lazio.
 
Un altro derby perso della gestione Lotito, l’ennesimo boccone amaro che i tifosi biancocelesti devono ingoiare e che ormai non può più in nessun modo essere mitigato dal derby di finale coppa Italia vinto il 26 Maggio 2013.
 
E questo è solo l’apice dei bocconi amari che i tifosi biancocelesti hanno dovuto ingoiare in questi primi tormentati 3 mesi di stagione.
 
Supercoppa Italiana persa senza attenuanti, qualificazione Champions polverizzata dopo un terzo posto in campionato che non sarà certo facile replicare. Una serie impressionante di sconfitte in trasferta in campionato. Scontri diretti tutti malamente persi come del resto anche negli anni precedenti nella stragrande maggioranza dei casi. Appena la Lazio deve confrontarsi con Juventus, Roma, Napoli, Inter e Milan perde regolarmente e mostra tutta la sua fragilità.
 
La squadra si è dimostrata finora competitiva nel girone di Europa League che però, francamente, non si è dimostrato certo un girone di ferro.
 
Troppo poco per essere soddisfatti di questo inizio di stagione, troppo poco per non bocciare il mercato estivo. Che forse potrà dimostrarsi nel medio-lungo termine valido per il futuro della squadra, e questo tutti i Laziali se lo augurano, ma che per adesso non ha assolutamente permesso di fare alcun vero salto di qualità.
 
Kishna e Hoedt giocano poco e debbono ancora crescere, Patric è un oggetto misterioso ancor più di Morrison che finora ha giocato la miseria di una partita. Milinkovic-Savic ha dato qualche certezza in più ma anche lui non è stato inserito nell’11 titolare del derby. Quando la Lazio gioca le partite di cartello, Pioli si fida sempre più dei vecchi che dei nuovi e questa è la migliore dimostrazione di quanto le scelte di mercato siano state scarsamente incisive in questi primi 3 mesi di stagione.
 
Pioli merita rispetto per quanto ha fatto finora con la Lazio. Quello che deve fare per non perderlo, questo rispetto, è esercitare sempre spirito costruttivamente critico verso se stesso e verso l’ambiente. La Lazio, con una gestione come quella attuale, ha bisogno di un allenatore che si faccia sentire con la società per avere quello che vuole, non farsi andare bene quello che gli viene dato. Lasciando anche stare certe dichiarazioni, che negli ultimi tempi abbiamo visto ripetersi come “i ragazzi sanno quello che devono fare in campo” o “questa sarà la partita della svolta” quando poi tutto questo viene puntualmente smentito da quello che il campo fa vedere e il solo risultato è quello di raddoppiare la frustrazione dei tifosi.
 
Crediamo che 11 anni di gestione Lotito non possano essere descritti solo con 2 Coppe Italia e 1 Supercoppa Italiana conquistate e qualche ottimo risultato raccolto nel settore giovanile.
 
Il presidente Lotito ha già alle spalle una presidenza più lunga di quella di Cragnotti ma in 11 anni la Lazio non ha una sola volta, ripetiamo una, battuto la Juventus in campionato.
In questi 11 anni la Lazio su 23 derby di campionato ne ha vinti 7, ne ha pareggiati 6 e ne ha perso ben 10.
Ogni volta che la Lazio è stata chiamata a confrontarsi con squadre di spessore della serie A italiana ha quasi sempre raccolto risultati negativi.
Persino contro il Milan e l’Inter mediocri degli ultimi anni ha fatto una fatica tremenda a collezionare punti.
 
La media piazzamenti in campionato è da ottavo posto (senza contare quest'anno) e di magre figure in europa ormai si è perso il conto: una sola partecipazione un minimo incisiva in 11 anni, e si parla del quarto di finale in Europa League con Petkovic nel 2013.
 
Il tifoso Laziale non pretende che la Lazio diventi il Real Madrid o il Bayern Monaco o il Barcellona. Ma nemmeno vuole che gli si rubino i sogni. Come possibilità concrete non vediamo perché la Lazio non possa riprendere le orme di squadre come Atletico Madrid, Siviglia o Borussia Dortmund. Esempi di squadre che non avrebbero potenzialità di budget superiori alla Lazio ma che, a differenza della Lazio, tramite una determinata programmazione hanno fatto tante stagioni ad alti livelli da protagoniste e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
 
La dirigenza deve sapere questo. E lo sa. Perché se così non fosse, tanto varrebbe dedicarsi a mille e mille altre cose e attività dove si possa dare espressione alle proprie abilità da gestore prescindendo da qualsiasi investimento in denaro. Senza quindi dover mettere mano al portafogli come di norma un presidente di una società di calcio con un minimo di ambizione dovrebbe fare.
 
Tornando al campo, la squadra ora deve reagire. E fare gruppo senza curarsi del solito giornalismo-spazzatura: gli stessi che definivano Biglia imprescindibile solo poche settimane fa ora quasi rimproverano la società per non averlo venduto facendo cassa....per carità.
 
Così come sono gratuite le critiche al Candreva egoista, demotivato e mal sopportato dallo spogliatoio. Per carità 2. Candreva potrà esserci rimasto male per la fascia di capitano (faccenda mal gestita) e forse questo potrebbe avergli tolto qualche motivazione. Ma Candreva sono anni che tira la carretta ed esce dal campo con la maglietta grondante sudore. Per cui lo si lasci tranquillo....perché non è certo Candreva il problema della Lazio e anzi ci auguriamo che la Nazionale possa averlo ricaricato.
 
100% Lazio!!!

sabato 31 ottobre 2015

Bergamo amara per la Lazio. E ora il Milan.

Dopo la quarta sconfitta in campionato in trasferta su cinque partite giocate, la Lazio si interroga su tutte queste trasferte infruttuose.

Certamente, con Chievo e Napoli la squadra è stata assente e in balia degli avversari: stesso però non si può dire a Reggio Emilia contro il Sassuolo e a Bergamo contro l'Atalanta, sconfitta quest'ultima che dopo avere visto il primo tempo sembrava davvero lontana dal concretizzarsi. Una Lazio padrona del campo e che sempre era riuscita a fermare con una certa disinvoltura gli attacchi dei bergamaschi tenendo molto bene la palla al centrocampo con un gioco arioso palla a terra, con sovrapposizioni e precise triangolazioni.

Nel secondo tempo è venuta fuori maggiormente l'Atalanta, vero. Ma anche vero che la Lazio dopo avere subito il pareggio per una sfortunata autorete di Basta si è rifiutata di gestire questo risultato e si è sbilanciata per cercare i tre punti. Così, mentre Reja sull'1-1 si copriva, Pioli richiamava Onazi per inserire Klose.

Non ha pagato questa volta. La Lazio, che poteva tranquillamente ottenere un punto, ha rischiato e ha perso. Fa parte del gioco.

Ora, dopo aver saputo che De Vrij si opererà e i tempi di recupero saranno lunghi, la Lazio aspetta il Milan domenica sera. La squadra dell'ex Mihajlovic viene da una vittoria di misura con il Chievo e, pur restando squadra sperimentale, ha dimostrato di essere in crescita. La Lazio è chiamata a rialzarsi subito e ancora una volta dovrà farlo in casa, dove finora ha vinto tutte le partite in campionato e coppa, compreso il preliminare d'andata Champions.

100% Lazio con l'auspicio che la Legge dell'Olimpico resti in vigore.

giovedì 22 ottobre 2015

Lazio-Rosenborg 3-1. Cuore, organizzazione tattica e volontà.

La Lazio riesce ad aggiudicarsi altri 3 importantissimi punti nel girone di Europa League, con una vittoria meritata in una partita che dopo 6 minuti sembrava già porsi su un piano pericolosamente inclinato.
Prima due legni centrati da Hoedt e Mauri nella medesima azione dopo 3 minuti di gioco. Poi al sesto minuto un banale controllo mancato da Mauricio sulla trequarti con conseguente fallaccio del brasiliano su un giocatore norvegese ormai lanciato verso la porta: inevitabile il rosso diretto.
Ennesimo pasticcio del difensore in questo inizio stagione e Lazio in 10.

Una Lazio che ha giocato i restanti 84 minuti più recupero in dieci. Gli errori individuali non sono mancati, le palle consegnate un po' banalmente agli avversari e le marcature distratte non si sono fatte attendere. Ma per spirito di sacrificio, organizzazione tattica e umiltà anche negli elementi più di classe (Felipe Anderson ha giostrato anche da terzino senza alcun imbarazzo, dando una bella mano a Konko), la Lazio è stata ammirevole. E' riuscita a non risentire eccessivamente dell'inferiorità numerica, ed è stata in grado di finire anche in crescendo.

Splendida l'azione dell'1-0 con la verticalizzazione di Candreva e il movimento perfetto e tiro vincente di Matri. Chirurgico il diagonale rasoterra di Felipe Anderson per il 2-0. Candreva ha siglato il terzo gol riprendendo la respinta del portiere sul suo calcio di rigore. E alla fine Berisha si è concesso il lusso di parare il rigore a recupero ormai scaduto che avrebbe consentito al Rosenborg di accorciare per 3-2.

Una buona Lazio nonostante le defezioni. Si è visto quel cuore che piace ai tifosi, quella voglia di aiutarsi e soffrire in campo, quella voglia di vincere che mai ha fatto desistere la squadra dal cercare di mettere sempre in difficoltà il Rosenborg anche in inferiorità numerica, grazie alle improvvise accellerazioni di Anderson e Candreva ben assecondati da Matri. Cataldi e Radu in ripresa, Hoedt più attento del compagno di reparto Gentiletti (entrato per la forzata sostituzione di Onazi dopo l'espulsione di Mauricio).

Ora la Lazio è prima in classifica da sola. Dnipro sconfitto in casa con il St. Etienne e tra 2 settimane si vola in Scandinavia per difendere il primato.

Sempre Forza Lazio!!!

Lazio, niente da fare con il Sassuolo. E ora il Rosenborg.

La Lazio purtroppo torna con 0 punti da Sassuolo. Una sconfitta senz’altro figlia di fattori imponderabili, citazione cara al nostro Presidente. Vedi rigore a dir poco generoso concesso al Sassuolo nei minuti iniziali. Ma una sconfitta anche figlia delle difficoltà palesate dalla squadra nella mediana date le pesantissime assenze di Biglia e Parolo che, diciamoci la verità, non sono sostituibili da altri giocatori presenti in rosa.
 
Cataldi e Onazi possono crescere solo con Biglia o Parolo al fianco; discorso simile per la difesa quando è orfana di De Vrij. L’assenza dell’olandese ormai è una costante e lo sarà ancora per chissà quanto tempo.
In queste condizioni tutta la squadra soffre: la difesa non è adeguatamente protetta e soffre commettendo errori banali anche in disimpegno; l’attacco non sempre è messo nelle condizioni di pungere e soffre se gioca contro squadre chiuse specialmente se senza Matri o Djordjevic, visto che domenica Klose era al rientro dopo l’infortunio riportato nello scorso Agosto (!) e la condizione non poteva essere ottimale.
 
E oltretutto nel settore d’attacco la Lazio ha appena dovuto subire anche la tegola-Keita, infortunatosi proprio nel finale di gara con il Sassuolo. La diagnosi è stata una mazzata: lesione al collaterale e probabilmente 1 mese di stop per il giocatore al momento più in forma della rosa della Lazio. Una maledizione. Gli infortuni stanno letteralmente tarpando le ali all’Aquila.
 
Per la difesa ci si può solo aggrappare a Hoedt, che ci pare l’unico sia in grado di fare un salto di qualità anche da solo; per il centrocampo sarebbe essenziale per noi che Pioli trovi soluzioni alternative tra i centrocampisti in rosa quando ci sono queste defezioni.
Morrison non è stato praticamente mai impiegato sinora, e proprio in questo senso potrebbe essere utile in un centrocampo che con il Sassuolo ha difettato in fantasia, verticalizzazione e rapidità nel ricercare l’uomo smarcato per l’ultimo passaggio. Ci auguriamo che contro il Rosenborg Pioli lo ritenga pronto almeno per giocare un tempo.
 
Per l’appunto, domani c’è l’impegno casalingo di coppa con i norvegesi: la Lazio deve fare risultato pieno per restare in testa alla classifica e per tenere la candidatura per il primo posto: sarebbe fondamentale raggiungere questo obbiettivo per magari poi presentarsi alla fase ad eliminazione diretta, i sedicesimi di finale in programma a febbraio, da testa di serie e potendo magari contare anche su De Vrij in queste partite dentro/fuori. Intanto c’è da gestire al meglio le partite del girone per non arrivare all’ultima partita contro il St. Etienne in trasferta con la qualificazione ancora in bilico.

sabato 17 ottobre 2015

La Lazio a Sassuolo: una partita a viso aperto.

Domani alle 15.00 Lazio di scena al Mapei Stadium contro il Sassuolo.

Partita ricca di insidie, che arriva dopo una sosta che invece che consentire alla Lazio di recuperare gli infortunati ha lasciato strascichi ulteriori: Biglia infortunato con l'Argentina, Parolo infortunato con la nazionale. Problemi muscolari per entrambi. Anche Djordjevic fuori dal dopo-Frosinone.

E, come se non bastasse, De Vrij non solo non è tornato abile ma è a rischio operazione. Perché questa infiammazione al menisco esterno che da tempo lo perseguita non regredisce. Si proverà una terapia conservativa che lo terrà fuori ancora per settimane, dopodiché si deciderà. Davvero una maledizione.

Purtroppo De Vrij non è sostituibile al momento. Anzi, era proprio colui che avrebbe fatto lievitare le prestazioni del proprio compagno di reparto, Gentiletti o Mauricio. Senza di lui, le coppie centrali si sono dimostrate non solo fatalmente inferiori dal punto di vista tecnico/tattico ma anche come assortimento e come intesa. Hoedt ha buona personalità e classe, è anche pericoloso per le difese avversarie quando si sgancia e lo ha già dimostrato, ma anche lui ha bisogno di crescere con un leader al suo fianco.

Se DeVrij dovesse essere addirittura operato, sarà una tegola perché è improbabile che la Lazio possa a Gennaio fare un investimento economico importante sul mercat per acquistare un top player, dato che un difensore per fare numero non servirebbe.

Eppure la Lazio proviene da una striscia di risultati positiva che ha restituito fiducia e coesione alla squadra. L'importante vittoria a Verona, quella con un po' di batticuore in Europa League con il St.Etienne e l'ultima in campionato all'Olimpico con il Frosinone hanno fatto acquisire a questa giovane squadra maggiore consapevolezza, maggiore maturità. Le cose che mancavano, e che domani a Sassuolo dovranno essere riconfermate se si vuole ottenere un risultato positivo.

E' chiaro che una Lazio senza Biglia e Parolo a centrocampo non potrà con tutta probabilità fare la partita. Anzi, dovrà in diversi momenti stringere i denti davanti alla prevedibile aggressività della squadra del bravo Di Francesco. E Onazi e Cataldi dovranno riuscire a capovolgere velocemente l'azione perché la Lazio possa controbattere con qualche incisivo attacco.

Rientrano perlomeno Candreva e Klose, Felipe Anderson sembra in ballottaggio con un ottimo Keita, decisivo con il Frosinone.

Il sottoscritto domani sarà a Sassuolo. Con i ragazzi del Lazio Club Milano.
La partita sarà difficile, ma sarà anche una gioia poter finalmente poterla vivere con tanti fratelli al fianco.

giovedì 24 settembre 2015

Lazio-Genoa 2-0: si accende Felipe Anderson, si accende la Lazio.

Eccolo.
La Lazio e i suoi tifosi lo aspettavano, lui ha risposto.
Felipe Anderson ieri è tornato. E' tornato ad essere incisivo, letale. E' tornato con quella voglia di puntare l'avversario e saltarlo. E' tornato ad essere Felipe Anderson nel momento del bisogno, quando la Lazio era in grande difficoltà e bisognosa di una vittoria per ricompattare l'ambiente.
Felipe Anderson. Fenomenale calciatore che ha scelto la Lazio per diventare grande e tutti noi ci auguriamo che diventerà grande con la Lazio. Semplicemente imprescindibile per questa squadra. Come Biglia e Candreva. Perché questi tre giocatori che girano riescono anche a migliorare le prestazioni di tutto il resto della squadra.
Ieri abbiamo ritrovato Felipe, abbiamo letto nei nostri sguardi rivolti verso di lui prima la speranza e poi la certezza che tornasse ad essere se stesso. Minuto dopo minuto ha fatto impazzire la difesa del Genoa costringendo Sissoko all'espulsione. E mettendo la perla alla sua prestazione con il fantastico tiro del 2-0, imparabile, un esempio di tecnica, destrezza, visione di gioco (e della porta) e classe.
Passo passo, anche Milinkovic-Savic sta perdendo la timidezza iniziale e sta iniziando ad entrare nei meccanismi di Pioli. Il serbo nato in Spagna è centrocampista moderno, completo, che coniuga fisico e tecnica, che può giocare nella linea offensiva con inserimenti improvvisi ma anche capace di dare una mano alla squadra in tutte le zone del campo.
Questo deve essere solo un nuovo inizio. La Lazio deve ritrovarsi, crescere. E come tifoso mi sento di esortare 2 giocatori a fare altrettanto.
Patric, Morrison: vogliamo vedervi presto in campo. Forza!
Ravel, metti da parte la nostalgia e parla in campo: aspettiamo solo quello. Mister Pioli l'opportunità te la da senz'altro se dimostri di tenerci. Dai Ravel, lotta assieme alla Lazio!!!

lunedì 21 settembre 2015

Lazio annientata dal Napoli: uno 0-5 impossibile da dimenticare.

Lazio schiantata a Napoli con 5 gol a zero. Un punteggio avvilente, mortificante e naturalmente senza attenuanti.

La sconfitta della Lazio è stata totale. In difficoltà fin dai primi minuti di fronte alla veemenza del Napoli, al pressing immediato e senza tregua su qualsiasi malcapitato Laziale portasse per qualche secondo il pallone tra i piedi, ai loro precisi passaggi, triangolazioni e movimenti senza palla, i biancocelesti non hanno trovato nessuna contromisura ed hanno ben presto accettato la situazione negativa.

La partita ha quindi avuto ben poca storia e si è sviluppata attraverso la totale supremazia napoletana. Higuain, Insigne, Hamsik e Callejon hanno giostrato a piacimento e anche in maniera spettacolare, sottraendosi senza problemi alle marcature e avendo puntualmente la meglio negli 1 contro 1 che si trovavano ad affrontare spesso in campo aperto e faccia alla porta.

La difesa è quindi stata brutalmente esposta agli attacchi del Napoli nella maniera peggiore, con la completa mancanza di filtro a centrocampo che ha condotto Mauricio e Hoedt allo sbaraglio, costretti anche a tentare chiusure sulle corsie esterne dove il solo Basta non si  fatto completamente travolgere.

Parolo non ha avuto alcuna collaborazione da un Onazi sempre fuori posizione e da un Lulic in una condizione atletica a dir poco pessima messa assieme ai noti limiti tecnici. Mauri completamente fuori partita e come conseguenza Matri non ha avuto mezzo pallone giocabile.

Partita chiusa già al primo tempo. Il 2-0 dopo un tempo è recuperabile nel calcio, ma non certo con i presupposti di ieri sera, non certo quando la differenza tra due squadre è così netta da essere addirittura imbarazzante.

La sensazione è che la squadra non stia seguendo Pioli e che certe scelte di formazione, pur in qualche modo forzate per le note assenze e per gli impegni di coppa, siano scellerate. Ma il discorso è molto più ampio secondo noi: nel momento in cui si è richiamato Mauri o non si sono ceduti Radu, Lulic e Onazi si è anche fatto in modo di incanalare le cose in un determinato modo.

Prendiamo Mauri: richiamarlo è stata una scelta giusta? Sarà il tempo a dirlo. Quel che è certo è che la Lazio in estate aveva puntato su Morrison come sostituto di Mauri: ci sembra normale che il giovane inglese possa aver letto il reintegro del brianzolo come una mancanza di piena fiducia nei suoi confronti.

Radu: il romeno è anch'egli  un fedelissimo della Lazio. Vero. Ma è altrettanto vero che da lui era lecito attendersi una maturità e una esperienza al servizio della squadra che invece è venuta meno: Stefan, che già non ha le caratteristiche proprie del terzino fluidificante come invece le ha Basta, non si è migliorato nei suoi difetti che quindi non si sono dimostrati peccati di gioventù ma veri e propri limiti di fondo, e quindi non può garantire né la spinta del terzino ne l'attenzione che deve essere propria di ogni buon difensore.

Onazi crediamo che si sia guadagnato la riconferma con il celebre gol del San Paolo di maggio scorso. E' l'unica spiegazione, perché prima di quell'ultima partita il contributo nel campionato scorso è stato assolutamente impalpabile. Poco impiegato e quando questo è successo il nigeriano ha dato dimostrazione di povertà di idee e limiti tecnici. E quest'anno dopo un tempo incoraggiante a Dnipro si è subito sfaldato al primo test probante.

Lulic è altro giocatore che si è portato dietro tutti i limiti tecnici che lo hanno sempre accompagnato. E' stato un giocatore importante quando accompagnato dalla condizione atletica: senza questa diventa un giocatore completamente inutile, falloso, che in partite come quella di ieri non fa che evidenziare la differenza tecnico-tattica vista in campo tra le due squadre.

C'è un appunto poi da fare a tutta la squadra, senza eccezioni. Perché sarebbe ingeneroso prendersela con i singoli.
La Lazio ieri è andata completamente in barca e, tra gli altri, in particolare un componente essenziale è mancato.
Il carattere.
Ma questa squadra il carattere dove lo lascia in certe partite?
Si può perdere, ma senza mollare mai. Senza lasciare un centimetro agli avversari. Senza arrendersi già dopo un gol di svantaggio. Questa squadra sembra essere incapace di rimontare quando passa in svantaggio, sembra non riuscire mai a calarsi nel modo giusto quando ci sono delle difficoltà. La reazione positiva a livello nervoso non esiste, la Lazio ieri sembrava un pugile suonato che non ha nemmeno la forza di tirare pugni alle mosche e si rassegna a prendere altri pugni.
Questa predisposizione si manifesta in tutta la sua evidenza e puntualmente negli scontri diretti.

E ora?
Ora non c'è nemmeno il tempo di pensare: mercoledì c'è il Genoa, altra squadra con la quale la Lazio perde regolarmente da anni.
Francamente, perdurando le assenze di Biglia, Klose, De Vrij e Djordjevic, alle quali ora si è aggiunto anche Candreva già spettatore contro il Napoli, ogni ipotesi positiva sembra essere un azzardo.
La Lazio è chiamata perlomeno ad una prova di orgoglio: si può perdere, ma che almeno si perda da Lazio.
Combattendo.
Combattere. Almeno questo lo si deve ai tifosi.

venerdì 18 settembre 2015

Dnipro-Lazio 1-1: la Lazio torna dall'Ucraina con un solo punto ma con un Milinkovic-Savic in più.

Test-Udinese di domenica scorsa passato ottimamente con la doppietta di Alessandro Matri sotto la pioggia e sotto la Nord. Test-Dnipro pienamente superato per gioco e personalità, ma con un retrogusto amarissimo per una vittoria sfumata al 94°, oltre i tre minuti di recupero.
Una Lazio che ha fatto la partita, che non ha aspettato l'avversario ma lo ha aggredito a tutto campo senza timore, che ha costruito diverse occasioni da rete passando alla mezzora con Milinkovic-Savic vincente nell'inserimento a rete di testa su punizione battuta da Kishna. E che ad inizio secondo tempo si è lanciata con rinnovato vigore alla ricerca del 2-0, senza però trovarlo. A quel punto la Lazio ha rallentato i ritmi e il Dnipro ha cominciato gradatamente ad alzare la testa, anche se vere occasioni pericolose non ce ne sono state. Fino all'ultimo secondo, quando il Dnipro ha trovato il pareggio grazie ad una interminabile azione dove la Lazio non è riuscita a spazzare la palla dall'area, un calcio ben assestato avrebbe senz'altro posto fine alla contesa con 3 punti per la Lazio, invece è arrivato il fatale cross sul secondo palo che ha permesso agli ucraini di recuperare in modo incredibile la partita.
Una Lazio che quindi ha tanto da recriminare, ma crediamo che anche questo incidente possa essere un qualcosa facente parte di un percorso che deve portare la Lazio a giocare ai massimi livelli. Un'amarezza che dovrà essere trasformata in energia positiva, una delusione che dovrà diventare maggiore cattiveria agonistica, quella che manca per arrivare a grandi risultati. Tutto questo a cominciare domenica con il Napoli al San Paolo.
Ma la Lazio torna dall'Ucraina anche con una certezza in più: Milinkovic-Savic. Un nome legato alla parola talento, un ragazzo di 20 anni capace di segnare subito all'esordio con la Lazio in Europa e alla sua prima partita da titolare. Un centrocampista completo, dotato di struttura fisica, tecnica, tempi di inserimento in attacco, difesa del pallone e presenza viva nello sviluppo dell'azione. Un giovanissimo calciatore che può essere il futuro di questa squadra assieme a Felipe Anderson (positivo e in ripresa ieri), Keita, Hoedt, De Vrij e Kishna.

sabato 12 settembre 2015

La Lazio aspetta l'Udinese. E Felipe Anderson.

Domenica alle 18 Lazio-Udinese. Partita difficile, partita insidiosa. Soprattutto tenendo conto del momento particolare dei biancocelesti.

La Lazio quest'anno è chiamata a ripetersi, e nel calcio ripetersi non è mai facile. Eppure la squadra deve trovare le risorse per risollevarsi dopo i rovesci estivi. Le assenze continuano ad esserci e sono pesanti: ma una squadra che gioca le coppe non si può permettere di avere delle seconde linee: almeno 22 giocatori devono essere tutti dei potenziali titolari, dal primo all'ultimo.

Domani, salvo retrofront di Pioli, la Lazio si schiererà con un 4-2-3-1.

Marchetti; Basta, Hoedt, Gentiletti, Radu; Cataldi, Parolo; Candreva, Mauri, Lulic; Matri.

Ci saranno dei sacrificati illustri: Keita e Felipe Anderson. Ma mentre l'ex cantera Barcellona ha risposto presente con fierezza ogni volta che è sceso in campo e probabilmente la panchina non la meriterebbe, colui che a sorpresa probabilmente la panchina la merita è proprio Felipe Anderson.

Perché ormai da mesi Anderson ha fatto 2 passi indietro ed è la copia sbiadita del giocatore che nella parte centrale del campionato scorso fece volare la Lazio. Forse stordito dai consensi raccolti a suon di prestazioni e dalle offerte stellari (vere o presunte) fatte alla Lazio da diversi grandi club per assicurarsene le prestazioni, questo timido ragazzo venuto dal Brasile ormai da mesi lascia solo pallide tracce di se.

Per noi tutto ebbe inizio nella 11a di ritorno del campionato scorso.
Lazio-Empoli 4-0: Anderson chiude le marcature dopo una partita normale, senza essere particolarmente brillante. Questo ci starebbe, se non che da quel momento Anderson, oltre che non segnare più, incide sempre meno. E soprattutto si nasconde nelle partite clou: manca quasi del tutto nella successiva Juventus-Lazio 2-0, e in seguito continua a fornire prestazioni normali o mediocri fino al termine del campionato.

Alla ripresa della stagione tutti si augurano di rivedere il giocatore ammirato in precedenza, ma questo non succede. Anderson riprende così come aveva terminato. Sembra in certi momenti abulico, quasi apatico, sbaglia passaggi e persino controlli palla in modo decisamente insolito per un giocatore della sua classe, e questo contrasta terribilmente con l'immagine del giocatore che, quando non in possesso palla, ringhiava l'avversario anche fino alla linea dei terzini per aiutare la squadra e recuperare il pallone.

Felipe, abbiamo estremo bisogno di te. Matura, conosci te stesso, cresci. Forse una panchina ti farà bene, forse farà scattare in te quel qualcosa che ti fece esplodere. Ci sono tante partite per dimostrarlo: se non sarà domani, ti aspettiamo in Ucraina giovedì.

La Lazio ha bisogno di Felipe Anderson e Felipe Anderson ha bisogno della Lazio.
Forza ragazzo. Resisti e sollevati.

100% Lazio.

martedì 8 settembre 2015

De Vrij, ennesimo infortunio di inizio stagione in casa Lazio. E Udinese e Dnipro sono alle porte....

Dopo il disastroso Agosto 2015 che è finito nei nostri amari ricordi e dopo la trasferta-incubo di Verona con il Chievo, altro episodio che tutti noi Laziali vorremmo dimenticare al più presto, arriva per la Lazio un altro conto salatissimo da pagare ed è quello che arriva dalle Nazionali. De Vrij, dopo un tempo con la sua Olanda annientata in Turchia e ormai praticamente eliminata dai prossimi Europei, ha dovuto abbandonare il campo per problemi al ginocchio sinistro. Dai primi controlli strumentali effettuati in casa Lazio, si parla di una "sofferenza al compartimento esterno del ginocchio sinistro".

Sembrerebbe quindi esclusa una lesione, cosa che fa tirare un sospiro di sollievo ma che non mitiga la preoccupazione che c'è verso la Lazio, i suoi prossimi impegni e la stagione intera che si è subito messa su un piano pericolosamente inclinato che solo i risultati possono correggere e riportare quantomeno orizzontale.

La Lazio ha avuto tanti, troppi infortuni in questa prima parte di stagione. Argomento che abbiamo già affrontato e che purtroppo si ripresenta con sconcertante puntualità. De Vrij si è infortunato in Nazionale, è vero, ma questo è un infortunio correlato ai problemi fisici già accusati dall'olandese nella scorsa stagione e, per sua stessa ammissione, al suo mancato svolgimento della preparazione estiva.

Già, la preparazione estiva. Quella vera. Quella che con ripetute in salita e gradoni dà alle gambe la forza che serve per affrontare i contrasti, che permette di arrivare al top della condizione prevenendo per quanto possibile gli infortuni. Quella che non solo De Vrij ma praticamente tutta la Lazio non hanno fatto in questa stagione. I motivi sono molteplici e anche di questo abbiamo già parlato, ma certamente non bastano a giustificare scelte discutibili, su tutte i miseri 10 giorni passati ad Auronzo dove sudore e fatica sono stati barattati con una infarinatura di preparazione tattica e amichevoli culminate con l'infortunio a Morrison che solo ora sta riprendendo a carburare.

ll resto lo si ricorda fin troppo bene e dimostra che la strategia scelta non ha pagato: la Supercoppa Italiana è andata, la Champions League pure. E se contro la Juventus la differenza di condizione atletica non è stata il fattore decisivo dato che le due squadre si sono affrontate in una situazione simile, contro il Bayer Leverkusen nel ritorno la Lazio è stata letteralmente surclassata sul piano atletico da avversari che vincevano la maggior parte dei contrasti e arrivavano sempre per primi sul pallone.

La relativamente agevole vittoria in campionato con il Bologna ha quindi preceduto il sonante 0-4 con il Chievo, risultato impensabile ma legittimato dal campo. Difesa in bambola, centrocampo senza idee e attacco spuntato sono una snella descrizione che ci permette di calare volenterosamente il sipario su questa indecorosa partita.

Oggi la situazione è che la Lazio per domenica (e non solo) sarà orfana di tre giocatori come De Vrij, Biglia e Klose. La spina dorsale di questa squadra.

Il calciomercato si è concluso con l'acquisto di Matri. Un acquisto, quello di un centravanti, che abbiamo "chiamato" in precedenti post e che fortunatamente è stato concretizzato dato che in caso contrario i prossimi destinatari dei cross di Candreva sarebbero stati i difensori avversari. Ora auspichiamo che questo ragazzone dalla faccia simpatica e che ci ha castigato nell'ultima finale di Coppa Italia possa cogliere qualche pallone per indirizzarlo nella porta stavolta giusta.

Quindi la Lazio deve reagire. Ad ogni costo. Con l'Udinese domenica alle 18 all'Olimpico serve, se non la prestazione, il risultato. Dobbiamo fare risultato pieno. E poi andare in Ucraina per tenere testa al Dnipro. L'Europa League non va semplicemente onorata: va davvero giocata fino in fondo. Non è la coppa che abbiamo sognato ad Agosto, ma è una coppa che ci può fare sognare nei mesi a venire.

Forza Lazio, sempre. E speriamo che il nostro nuovo centravanti Alessandro Matri, ancora benvenuto con tutto il cuore, ci possa dare una grossa mano.

domenica 30 agosto 2015

Europa League: per la Lazio girone equilibrato.

Archiviata la delusione Champions, per la Lazio è tempo di ripartire. Oggi c'è l'insidia Chievo in campionato, e la trasferta a Verona precederà la pausa Nazionali che dovrebbe permettere alla Lazio di recuperare qualche infortunato illustre. Intanto venerdì scorso a Montecarlo si sono svolti i sorteggi dei gironi di Europa League, competizione alla quale la Lazio è chiamata a partecipare con rinnovate energie per ripagare i tifosi della recente delusione in terra tedesca.
Le avversarie di coppa saranno il Dniepro (Ucraina), fresca finalista dell'ultima edizione; i francesi del St.Etienne (squadra dove mosse i primi passi un certo Michel Platini) e la mina vagante Rosenborg (Norvegia) nota fino a qualche anno fa per le ripetute partecipazioni Champions e che per questa edizione della Europa League è addirittura partita dal primo turno preliminare.
L'Europa, anche quella "minore", ha sempre grande fascino. Non sono i soldi in meno a sminuirlo. Tra l'altro questa coppa ha un sapore forse ancora più europeo della Champions per il fatto di essere protagonista anche sui campi delle zone più remote d'Europa e con una partecipazione del pubblico in tanti casi (purtroppo non in Italia) straordinariamente calorosa.
E la nostra Lazio in giro in Europa a giocare permane una soddisfazione. Perché, anche se quest'anno la partecipazione ha un sapore di partenza amaro perché dovuta ad un eliminazione nei preliminari Champions, resta il fatto che la storia della Lazio richiede sempre una partecipazione ad una Coppa come obiettivo minimo di ogni campionato. E quest'anno per la Lazio una partecipazione significativa è fondamentale: per incrementare il proprio coefficiente UEFA, per riscattare la Champions persa, per permettere al gruppo di fare esperienza internazionale nei suoi elementi più giovani, per dare la possibilità a tutta la rosa di dare il proprio contributo dato il numero di partite da giocare.
Logisticamente le trasferte sono impegnative, ma la società ha esperienza in questo senso e auspichiamo gestisca al meglio tutte le situazioni e le concomitanze con le importanti partite di campionato. Si esordisce il 17 settembre in Ucraina, ed è positivo che una trasferta come questa venga effettuata subito e non in periodo di freddo rigido. Poi ci sarà il St.Etienne a Roma, seguito dal Rosenborg. Il ritorno in Norvegia sarà il 5 Novembre e ci si augura che il clima non sia già rigido. Poi la partita casalinga con il Dnipro e a chiudere l'impegno in terra francese con il St.Etienne del 10 Dicembre. Sarebbe auspicabile arrivare a quest'ultima partita con la qualificazione (e magari il primo posto) in tasca: questa trasferta sarà caldissima in termini di ambiente, lo stadio contiene 35.000 persone e ha una struttura ad imbuto: è denominato "l'inferno verde" e questo lascia capire quanto il pubblico possa spingere la propria squadra. Venire a giocarsi tutto qui potrebbe essere un grave rischio.
La Lazio sa anche quanto sia importante ottenere il primo posto nel girone: mettersi secondi comporta la scomoda condizione di non testa di serie e il risultato potrebbe essere trovarsi di fronte nei sedicesimi di finale squadre come il Borussia Dortmund che verosimilmente vinceranno agevolmente il proprio girone. Se non si vuole avere il percorso in salita, vincere il girone è fondamentale.
Speriamo quindi che la nostra Lazio dia la giusta importanza alla coppa. E' il caso di ricordare che dall'anno scorso la vincente dell'Europa League accede direttamente ai gironi Champions (vedi Siviglia). Vedere la nostra Lazio alla finale di Basilea sarebbe un sogno, ma il cammino è lunghissimo e intanto come traguardo realistico e comunque non scontato noi vediamo un quarto di finale come già successo nell'era Petkovic. Vedere la Lazio fare tutte queste partite in Europa sarebbe già una buona soddisfazione.
Oggi sotto con il Chievo: sarà fondamentale vedere la reazione del gruppo dopo le recenti delusioni. Forse ci sarà spazio dal primo minuto per Hoedt, sarà interessante vederlo in azione. Nella Lazio di quest'anno è fondamentale che tutti diano un contributo importante.
Avanti Lazio!

giovedì 27 agosto 2015

Bayer Leverkusen-Lazio 3-0: i nodi vengono al pettine. E addio Champions per l'ennesima volta.

I nodi vengono al pettine.

Anche nel 2015 il calcio non te lo inventi.

Verità immutabili. Perché se ti sei presentato a questa partita decisiva con delle defezioni nei ruoli-chiave e ti sei dovuto affidare ai giovanotti di belle speranze per strappare una qualificazione ad una squadra esperta come il Bayer Leverkusen, dove pensi di andare?

La Lazio ad Agosto aveva due obiettivi: Supercoppa Italiana e Champions. Entrambi sono stati falliti senza attenuanti, dimostrando quanto questa squadra soffra nelle partite di cartello e dove bisogna davvero dimostrare qualcosa.

Contro il Bayer fin dall'andata tante cose erano chiare. Prima tra tutte, un 1-0 conquistato grazie ad un lampo di Keita e dopo aver già a Roma sofferto per lunghi tratti si è subito dimostrato un risultato gestibile solo con una grande prestazione in Germania.

Così non è stato: amnesie difensive imperdonabili, centrocampo senza idee e sovrastato fisicamente, attacco sulle spalle di un generoso Keita, ma incapace di pungere nel secondo tempo quando fare un gol è diventato vitale per evitare l'eliminazione.

La difesa a tre non ha funzionato. Questa è una scelta che non abbiamo compreso del tutto in una partita come questa ma sarebbe ingeneroso dare ora colpe specifiche a Pioli. Se anche De Vrij va in confusione come in occasione del primo gol, se anche il miglior difensore che abbiamo non regge la pressione, è normale che anche il resto della difesa vada di conseguenza.

Continuiamo a sostenere che giocatori come Onazi, Lulic e Radu non siano più all'altezza. Sono giocatori da squadra di centroclassifica in serie A, niente di più. Ma se riescono ancora ad essere titolari in questa squadra, significa che la coperta è proprio corta.

Così come è lampante che se dei 5 nuovi acquisti (Patric, Hoedt, Morrison, Milinkovic-Savic e Kishna) nessuno di loro ieri era titolare, la cosa migliore che si può dire sull'argomento è che questi sono giovanotti di belle speranze che ci auguriamo possano darci delle soddisfazioni ed essere utili nei mesi ed anni successivi. Ma la Champions era questo mese, ed è andata. Perché è andata? Perché se l'è giocata la stessa Lazio dell'anno scorso con alcune assenze dello spessore di Biglia e Klose che di fatto non hanno avuto adeguata sostituzione. Siamo andati in Germania senza un centravanti e senza un regista, e qualcuno che non nomino forse era a Cortina a farsi gli affari suoi invece che essere in tribuna per una partita così importante. No comment.

Capitolo Anderson. Ormai pensiamo sia giusto parlarne, perché il giocatore decisivo visto da Dicembre 2014 ad Aprile 2015 sembra essere tornato il timido ragazzo del primo anno in Italia. Lui che per mesi ha fatto letteralmente volare la Lazio con gol, assist e giocate che spaccavano le partite, ora sembra lezioso, abulico, impreciso e senza mordente. Questa è un'altra delle ragioni di queste débâcle. Dove sei, Felipe? Abbiamo bisogno di te.

Il tifoso Laziale deve subire un'altra cocente delusione, mortificante se si pensa a cosa ci è voluto per arrivare a giocarsi questa qualificazione Champions che manca dal 2007. Ma il tifoso Laziale è assolutamente capace di trovare subito nuovi stimoli e ripartire da capo, a differenza di altri che sono bravi a cavalcare l'onda dei risultati sul campo. Ora domani ci sono i sorteggi per i gironi di Europa League: questa competizione che oggi è un amaro forzato ripiego da domani deve invece diventare un qualcosa di importante, per il quale valga la pena lottare. Atletico Madrid e Siviglia devono essere i punti di riferimento. Perlomeno si deve puntare ad una partecipazione che lasci traccia.
E domenica c'è il Chievo di un Paloschi già con il motore caldo.

Che dire. Nient'altro che 100% Lazio.






domenica 23 agosto 2015

Lazio-Bologna 2-1: verso il ritorno del preliminare tra conferme e preoccupazioni.

La Lazio ha vinto all'esordio in campionato e questa e la buona notizia.

Ha vinto giocando un calcio aggressivo, un calcio d'attacco, dove hanno brillato i giovani biancocelesti. Sontuoso Kishna, bravissimo Keita, Milinkovic-Savic comincia a prendere confidenza con i meccanismi della sua nuova squadra, e Cataldi dopo qualche incertezza iniziale ha saputo rimettersi in rotta.

I lati dolenti? I soliti.
I cali di concentrazione e gli infortuni.

Cali di concentrazione nei momenti in cui la partita va chiusa o amministrata, come in occasione del gol subito dal Bologna che ha riaperto una partita fino a quel momento dominata e zeppa di palle gol non finalizzate.

E poi gli infortuni. Dopo i recenti di Djordjevic e Klose, che di fatto hanno decapitato la prima linea offensiva, ora quello di Biglia. Che con il Bologna aveva aperto le marcature e si era confermato leader della mediana biancoceleste.

Per Biglia si tratta di un probabile stiramento al polpaccio, i cui tempi di recupero non potranno essere brevi. E così la Lazio si ritroverà ad affrontare una partita estremamente difficile come quella di mercoledì in Germania senza i suoi due elementi più rappresentativi come esperienza internazionale. Cosa così importante in sfide ad eliminazione diretta come queste.

E' veramente una brutta notizia questa. La Lazio deve difendere un vantaggio minimo e va a giocarsi i gironi Champions a casa del Bayer Leverkusen. Il clima sarà rovente, e sarebbe stato davvero importante poter contare su Biglia e Klose. Così non sarà, pertanto Cataldi e Keita (che verosimilmente sostituiranno i compagni infortunati) saranno chiamati a prendersi grandi responsabilità.
Una sfida azzardata che tutti noi speriamo possa essere vinta.

Non sarà facile. Ci vorrà una Lazio tutta cuore e intelligenza, tutta polmoni e spirito di sacrificio. Le leziosità non saranno ammesse, ogni errore potrebbe essere fatale e per questo la concentrazione dovrà essere al massimo.

Ci si gioca tanto, è una partita che determinerà anche gli eventuali ulteriori sviluppi di mercato. Lo diciamo da tempo: la Lazio ha bisogno di una prima punta di sicuro affidamento, con il fiuto del gol. Anche se Keita ha risposto alla grande in queste due occasioni dove ha avuto la possibilità di mettersi in mostra.

E Felipe Anderson dovrà cambiare marcia. Le leziosità di ieri non ci sono piaciute. Dovrà fare vedere di essere giocatore concreto nei momenti topici: dovrà tornare il fuoriclasse ammirato tra Dicembre e Marzo scorsi, capace di spaccare le partite con gol e assist. Forza Felipe.

Aspettiamo mercoledì. I nostri occhi soffriranno guardando la Lazio con nel cuore la speranza di rivedere le grandi partite che aspettiamo dal 2007. Forza ragazzi, regalateci questo sogno. Sarà dura, ma non arrendetevi mai.

sabato 8 agosto 2015

Juventus-Lazio 2-0: a Shangai niente rivincita.

Niente da fare. Il gap con la Juventus c'è sempre ed è evidente.

La Supercoppa Italiana ha detto questo: la Lazio anche questa volta deve cedere ai bianconeri. Non tanto sul piano del gioco. Complice una condizione atletica ancora non ottimale da parte di entrambe le squadre, complice anche il forte vento e le pessime condizioni del campo.

A proposito del campo, piccola parentesi: ma in Cina il fatto di mettere in tasca un po' di soldi alle due squadre comporta che poi si debba giocare in dei misti campo patate-sabbia, rovinati dai concerti musicali estivi?
Per non parlare della regia e delle immagini televisive, un vero obbrobrio per chi ha guardato la partita.

Come dicevamo, la partita in generale stata equilibrata e specialmente dopo il primo tempo finito 0-0 è sembrato abbastanza chiaro che chi si fosse per primo portato in vantaggio avrebbe vinto. La Lazio non ha del tutto sfigurato davanti alla Juve, certo, così come nell'ultimo match di campionato allo Juventus stadium e naturalmente nella finale di Coppa Italia del 20 maggio scorso. Ma il gap emerge in tutta la sua evidenza quando si tratta di piazzare il colpo del KO o subirlo: Mandzukic e Dybala hanno piazzato un 1-2 terrificante a metà secondo tempo che è subito suonato come una sentenza inappellabile.

Difesa della Lazio decisamente da rivedere: De Vrij era alla sua prima partita stagionale e non poteva essere al top; Gentiletti continua un po' ad arrancare a seguito del suo infortunio.
Basta senza infamia e senza lode; Radu è stato in alcuni frangenti travolto nella sua fascia di competenza e purtroppo tende a confermare le perplessità legate al salto di qualità che ormai ci si attenderebbe dalla sua lunga militanza, probabilmente perché i difetti di gioventù sembrano diventati dei limiti di fondo. Che non abbia le movenze del fluidificante (al contrario di Basta) è da tempo palese, proprio per questo dovrebbe essere impeccabile perlomeno nella fase difensiva e invece non sempre è così.

A centrocampo Biglia era all'esordio come De Vrij e non ha inciso, per alcuni tratti è sembrato quasi cedere la responsabilità a Onazi nello sviluppare la manovra; un fatto non adeguato, questo, perché il nigeriano continua a fare vedere qualche pregio e tanti difetti: recupera qualche pallone a centrocampo ma poi vanifica tutto con la cronica imprecisione nei passaggi e quando è anche solo leggermente pressato va in confusione, specialmente se davanti ha un fuoriclasse assoluto che risponde al nome di Paul Pogba. Anche Cataldi ha sofferto al cospetto del centrocampo bianconero, senza riuscire ad incidere.

In attacco Klose è stato generoso e poco di più, Candreva solo qualche sprazzo e anche lui al di sotto dei suoi standard. Per noi l'unico che ha davvero fatto vedere una luce e una pericolosità con le sue accelerazioni e i suoi tagli è stato Felipe Anderson: il talento più cristallino della Lazio, che però contro la difesa della Juventus non è riuscito a spezzare la partita.

Hanno avuto qualche minuto a disposizione anche Kishna e Morrison, qualche giocata fa ben sperare.
Ma è sembrata chiara una cosa: contro il Bayer Leverkusen la speranza dei tifosi della Lazio ora come ora passa soprattutto da Felipe Anderson.

Un abbraccio a tutti e sempre Forza Lazio.

sabato 1 agosto 2015

La Lazio in Cina con un Milinkovic-Savic in più: sognare si può.

La Lazio è arrivata in Cina, tra l'entusiasmo dei tifosi locali presenti all'aeroporto di Shangai all'arrivo.

E' inutile negarlo: sono situazioni esaltanti per un tifoso. Il viverle, sia pure a distanza, è esaltante. E' il prologo di un evento importante e atteso. Sono partite secche, sono finali, e per queste occasioni c'è quel fascino della partita all'estero, del contesto che dà visibilità internazionale.

Le amichevoli estive si sono concluse con 4 batoste di fila, ma se c'è un mese dell'anno dove le sconfitte possono essere salutari, questo mese è Luglio. Il mese appena passato.

La Lazio ha impostato la preparazione quest'anno in un modo particolare: il tempo e i risultati diranno se la strada scelta è stata quella giusta.
Si è sostanzialmente rinunciato al fondo, alla corsa persistente, a tutto ciò che carica le gambe di acido lattico oggi ma che un domani, nel medio-lungo termine, ti può dare ottimi risultati dal punto di vista atletico. Visto anche il tempo ristretto passato ad Auronzo, si è invece deciso di curare fin da subito l'uso della palla e le esercitazioni tattiche. Con 6 amichevoli come tappa di avvicinamento agli importanti impegni di Agosto.

L'obiettivo è arrivare all'appuntamento dell'8 Agosto al 60% (un livello condizione che dovrebbe essere similare per la Juventus nostra avversaria), per poi magari essere al 70-85% per i playoff Champions che sono senz'altro l'obiettivo primario della società.

Il gruppo che parte a Shangai è quasi al completo, anche se non tutti gli elementi sono esenti da problemi. Come ad esempio Morrison e Djordjevic che stanno recuperando dagli infortuni. Braafheid (infortunato) e Perea (in attesa di sistemazione) sono rimasti a Roma. Così come Cana, Gonzales e Vinicius, che non rientrano più nel progetto tecnico e sono in attesa di risolvere le proprie situazioni.
Al gruppo dovrebbe unirsi "in extremis" anche Milinkovic. Il 20enne serbo Campione del Mondo Under 20 sembra ormai essere un giocatore della Lazio: solo le visite mediche in Padeia e la firma sul contratto lo separano dal prendere anch'egli l'aereo per la Cina e unirsi ai nuovi compagni. La sua condizione fisica dovrebbe consentirgli di essere a disposizione di Pioli per l'8 Agosto, potrà essere un valore aggiunto ad un centrocampo che sarà sicuramente orfano di Parolo e Lulic squalificati.

Si tratta di un acquisto di prospettiva e che dovrebbe essere di assoluto valore: crediamo anche che il suo rifiuto di trasferirsi alla Fiorentina e il suo aver scelto la Lazio a tutti i costi potrebbe essere un qualcosa che il tifoso Laziale saprà premiare con tutto l'affetto di cui un ragazzo così giovane (che percepirà uno stipendio 10 volte maggiore del suo precedente....giusto sottolineare anche questo) avrà bisogno per calarsi al meglio nella nuova realtà.

Crediamo che perlomeno fino al ritorno del playoff Champions la Lazio non ufficializzerà altri acquisti ma anzi concluderà qualche cessione o risoluzione di contratto. Se il playoff si concluderà positivamente, allora ecco che la società potrà accrescere ulteriormente il valore della rosa con almeno 1 acquisto importante. Che potrebbe essere una prima punta (secondo noi prioritario) o un jolly difensivo o una mezzala.

I tifosi della Lazio vogliono sognare, vogliono cominciare a pensare in grande. Questa finale e i playoff Champions sono le tappe che potrebbero consentire questo. Tutti aspettiamo di vedere la consistenza di questa squadra, con fiducia ma incrociando le dita.

lunedì 27 luglio 2015

La Lazio e gli infortuni: la storia si ripete....

Cari tifosi,

La vera brutta notizia non è la terza sconfitta nella terza amichevole "seria", persa 3-2 con il Sigma Olomouc in Austria.

La vera brutta notizia è l'infortunio di Djordjevic, uno dei giocatori più in forma della Lazio in questo primo scorcio di stagione.

Contusione al malleolo. Si parla di alcuni giorni di stop, sicuramente salterà l'amichevole con il Mains. Ma, si spera, sarà pienamente arruolabile per Shangai.

Tuttavia è sempre il solito problema: troppi infortuni. Di natura traumatica o affaticamenti/lesioni muscolari. Il fatto è che non è ammissibile che già nella preparazione si siano verificati già 4-5 stop.

Ricordiamo che l'anno scorso molti infortuni erano conseguenza non delle partite ma degli allenamenti. Sembra chiaro che qualcosa non va: o abbiamo sempre a che fare con giocatori di cristallo, e indubbiamente li abbiamo conosciuti (nel passato recente, con tutto il rispetto, c'era Konko che sembrava un perfetto ipocondriaco, Ederson che non raggiungeva 2 settimane senza un problemino), oppure c'è qualcosa da rivedere a livello di staff atletico/medico-sanitario. Distribuzione dei carichi di lavoro non ottimale, mancato smaltimento delle tossine nel giocatore, valutazioni errate.

E' chiaro che ogni giocatore ha il suo fisico e le sue esigenze. E' chiaro che la società non può essere così sprovveduta da non personalizzare adeguatamente programmi e carichi di lavoro quando necessario. Però soprattutto il numero di infortuni in allenamento l'anno scorso ha lasciato davvero perplessi: certe situazioni, se non possono essere gestite con padronanza durante le partite con punti o qualificazioni in palio, dovrebbero esserlo perlomeno durante gli allenamenti.

Il calcio non è la danza classica, lo sappiamo. Quando giochi, giochi e c'è sempre un fattore di rischio. Però, se certe cose alla Lazio succedevano con una sistematicità impressionante in un anno senza coppe come l'ultimo, cosa dobbiamo aspettarci quest'anno con le coppe e gli impegni ravvicinati?

Purtroppo questo inizio non lascia tranquilli. Speriamo che la società, Pioli e lo staff cerchino di prevenire quello che è già successo, e che costrinse (tanto per fare un altro esempio) a fare scendere in campo Biglia in condizioni precarie peggiorando la situazione.

Forza Lazio!

domenica 26 luglio 2015

La Lazio oggi, tra speranze ottimismo e preoccupazione.

Cari tifosi,
Come sapete, la stagione sta per iniziare. Una stagione dove il mese prossimo, Agosto, è a dir poco cruciale per la Lazio.

Il 7 Agosto sapremo l'avversario dei preliminari di Champions.
L'8 Agosto c'è in palio la Supercoppa Italiana a Shangai.
Il 18-19 Agosto e il 25-26 Agosto ci sarà l'andata e il ritorno del preliminare Champions, con in mezzo la prima giornata di campionato il 22-23 Agosto.

Una serie di appuntamenti che fanno già ora venire i brividi, per i quali possiamo percepire la bellezza di esserci, perché sappiamo che tutto questo è figlio del bel campionato passato che si è concluso in modo a dir poco thrilling, cosa cui noi tifosi della Lazio siamo abituati, ma che ci ha visto riprenderci un terzo posto che abbiamo rischiato di perdere pur avendo probabilmente meritato di finire addirittura secondi.

Ora le nostre attenzioni e le nostre speranze si sono concentrate naturalmente sul calciomercato. Perché sappiamo che una stagione come quella che sta per iniziare merita una squadra rinforzata. Non certamente rivoluzionata perché c'è una buona base su cui partire, ma rinforzata.

Sono stati presi a oggi i parametri zero Hoedt, Patric e Morrison.
Tutti noi ci auguriamo possano essere importanti per la stagione della Lazio, e ci mancherebbe, ma a mio avviso queste oggi restano delle scommesse, non delle certezze. Tre giovani che debbono dimostrare di poter competere ad alti livelli.

Morrison abbiamo già visto che dà del tu al pallone, è molto molto interessante e speriamo riesca a disciplinarsi. Però è già andato ai box per una brutta entrata subita alla caviglia nell'amichevole persa con il Vicenza.

Hoedt si è mosso con buona disinvoltura, ma naturalmente è da rivedere. Così come Patric che ha anch'egli accusato qualche problema fisico.

Ora pare essere molto vicino Ricardo Kishna. Un attaccante esterno proveniente dall'Ajax e anche egli giovane e di prospettiva.
Ma su di lui debbo dire una cosa, perché ancora non l'ho visto giocare: per essere un valore aggiunto per la Lazio, dovrà essere di livello superiore al nostro Keita. Perché, dato che come ruolo mi sembra chiaramente in competizione con lui, farei fatica a capirne l'acquisto se così non fosse.

Poi c'è la telenovela Milinkovic-Savic.
Questo ragazzo mi è sembrato frastornato per tutto quello che è successo.
Resta un ragazzo di 20 anni, da questo presupposto secondo me bisogna partire.
A mio avviso lui voleva chiaramente venire alla Lazio che da tempo lo corteggiava, ma è finito dentro un gioco decisamente più grande di lui subendo evidentemente delle pressioni da parte del suo club per accettare la Fiorentina che evidentemente ha presentato un'offerta economica più competitiva per il Genk.

Ora, vista la rottura con la Fiorentina, sono attesi ulteriori sviluppi nei prossimi giorni. Qui si tratta di un profilo molto interessante, un ragazzo capace di giocare da protagonista e vincere il Mondiale Under 20 con la Serbia. Un centrocampista alto 1,92 cm, dotato di un ottimo tiro e capace di inserirsi in zona gol.

Il fatto è che il tempo stringe e la Lazio ha bisogno di 2-3 top player. Sarebbe stato auspicabile che i due nuovi acquisti partissero con la Lazio ieri per la tournee austro-tedesca prima della partenza per Shangai probabilmente il 31 Luglio. Invece così non è andata.

Al momento quindi permane l'incertezza. Non ci sono più Ledesma, Mauri, Ederson, Pereirinha, Cavanda, Novaretti, Ciani. Tutte partenze condivisibili sia pure per diversi motivi. In uscita ci sono pure Gonzales, Cana, Konko e Perea.

Dando per partiti anche questi ultimi e dato per preso Kishna, a mio avviso sarebbe necessario un jolly difensivo, un centrocampista e una prima punta. Tutti di livello internazionale.
Forse tre prime punte (una terza da aggiungere a Klose e Djordjevic) sembrerebbero troppe. Ma non è così, perché sappiamo che Klose potrà giocare un numero di partite non certo illimitato vista l'età, e Djordjevic potrebbe non avere quella freddezza e quella cattiveria sotto porta che in tante partite dell'anno precedente hanno limitato la Lazio.
Servirebbe quindi una prima punta forte, un potenzialissimo titolare. Un attaccante perlomeno da 15-20 gol stagionali.

Lascia anche un po' perplessi il programma che è stato stilato per il ritiro. 10 miseri giorni ad Auronzo di Cadore, una amichevole con l'Anderlecht fatta per onorare vecchi impegni dall'acquisto di Biglia (tra l'altro nemmeno presente nell'occasione). Ora un altro blitz di un paio di giorni in Austria e Germania, poi la partenza per Shangai dove si dovrà preparare una partita in condizioni ambientali decisamente lontane dall'aria fresca di montagna. Un mese quasi più sopra bus e aerei che non sul rettangolo di gioco e a fare il necessario fondo per mettere benzina nelle gambe.

Forse certi meccanismi sono inevitabili quando ci sono di mezzo tanti impegni, ma ci chiediamo dove possa portare una preparazione del genere che ha già lasciato degli strascichi a livello di infortuni. In questo senso, si è iniziati da dove si è finiti l'anno scorso. Troppi, troppi infortuni.

Auspichiamo che ora la società faccia solo le mosse giuste, perché ad Agosto ci si gioca un trofeo che darebbe visibilità internazionale e una partecipazione ad una Champions che i tifosi sognano dall'ormai lontano 2007.

Per raggiungere tutto questo ci vuole qualità e programmazione. Perchè gli anni passano, ma la regola permane quella: il calcio non te lo inventi.

100% Lazio ! E un caro saluto a Voi.

Benvenuti Cuori Biancocelesti! Vi aspetto per parlare della Nostra Lazio....

Oggi, Domenica 26 Luglio 2015, ho deciso di creare questo Blog per la mia amata Lazio.

Questo è un piccolo spazio internet che deve avere tutta l'umiltà e la determinazione che sono propri tra Noi tifosi Laziali veri e puri.

Per discutere partendo da post che pubblicherò, naturalmente concernenti la squadra che da sempre fa battere i nostri cuori.

E concernenti la Lazialità, nostra caratteristica genetica non mutabile, nostro modo di essere, di vivere e di comportarsi.

Educazione e rispetto sono altri due punti fermi. Pertanto gli infiltrati riommers che non resistono alla tentazione di fare i gradassi dietro la tastiera non sono graditi.


Forza Lazio !!!!
E buona navigazione a tutti.