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domenica 6 dicembre 2015

La Lazio è sola. Ma è Pioli il problema?

La Lazio è sola.

Sola perché con dei tifosi amareggiati, vilipesi, oltraggiati dalle delusioni degli ultimi sei mesi e con l'accompagnamento costante della frattura insanabile con la proprietà. Tifosi che restano innamorati dell'icona-Lazio ma che non si sentono rappresentati degnamente da diversi elementi che scendono in campo oltre che da una dirigenza colpevole di aver loro rubato i sogni e di averli sottoposti a umiliazioni su umiliazioni che due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana in 11 anni non sono più sufficienti a mitigare.

Ora il capro espiatorio di tutta questa situazione è, come sempre succede nel calcio, l'allenatore Pioli.

Ma le colpe che può avere il tecnico sono scindibili dalle colpe societarie?

Noi crediamo di no, perché per essere l'allenatore della Lazio oggi è necessario essere, in tutto o in parte, aziendalisti. La Lazio in questo momento storico non è società che può condividere un programma tecnico con un allenatore: lo può solo imporre.

In questo senso non è possibile dividere le colpe. Perchè la storia si ripete: si pensi a cosa successe al neoarrivato Ballardini quando dovette lasciare fuori rosa Ledesma e Pandev, a nostro parere forzato dalla società a compiere questo passo. Strategie scellerate che portarono la Lazio in zona retrocessione e il tecnico all'esonero.

Per non parlare di Delio Rossi, che lasciò quando capì che certe situazioni non potevano cambiare. Per non parlare di Petkovic, che prima portò la società ad autoincensarsi per averlo scoperto (ricordiamoci il celebre "l'ho voluto io....lavorava alla Caritas....") e che poi venne lentamente privato di supporto dopo essere rimasto privo di una campagna estiva di rafforzamento che il Derby vinto nella finale di Coppa Italia aveva evidentemente fatto dimenticare, fino all'esonero maturato guarda caso proprio alla fine dell'anno.

Anche Pioli arriva a Dicembre con il rischio-esonero dopo i risultati negativi. Ma chi ha fatto il mercato estivo? Perchè la proprietà si limita a fare trapelare il suo malumore ma in una situazione come questa non dice una parola per spiegare cosa sta succedendo? Come si può pensare di dirigere una società con il consenso se si gongola davanti alle telecamere quando le cose vanno bene e nei momenti di difficoltà ci si nasconde dietro le quinte?

Ora, siccome ai tifosi della Lazio sta a cuore la Lazio, ci auguriamo che qualcosa possa succedere per uscire da questa brutta situazione. Il tempo per rimediare c'è tutto, ma prima di tutto società, allenatore e giocatori devono ricompattarsi e diventare una cosa sola. Senza questo, non possono esserci risultati e consenso.

Ora la Lazio è sola, ferita. Ma non può risollevarsi da sola. La Lazio ha sempre tratto la propria energia dai tifosi....sono i tifosi che hanno sempre dato energia alla Lazio, non il contrario. Perchè mentre tante tifoserie sono tali anche e soprattutto sull'onda dei risultati del campo, il tifoso Laziale non ha potuto spesso contare su questo. E quindi ha dovuto poggiare la sua passione su altre basi: la Lazialità, fatta di idealismo e senso di appartenenza.

La Lazio ha bisogno dei propri tifosi.

Sempre Forza Lazio.

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