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venerdì 4 dicembre 2015

Lazio-Juventus 0-2. La volontà non basta.

Siamo qui a commentare l'ennesima sconfitta della Lazio contro la Juventus, che a partire dall'era Lotito ha solo vinto o in qualche rara occasione pareggiato in campionato contro i biancocelesti.
Una vittoria che alla Lazio manca ormai dal 2003.

Nonostante l'approccio apparentemente buono alla partita, la Lazio si è trovata già dopo pochi minuti in svantaggio con una sfortunata autorete di Gentiletti. Purtroppo sono segnali inequivocabili, la sfortuna ci vede bene e in questo momento si sta divertendo con la Lazio (già storicamente in rapporti a dir poco complicati con la dea bendata).

Per il resto la Lazio ha provato a reagire ma ha sbattuto regolarmente contro il solito muro juventino.
I centrali Gentiletti e Mauricio si sono trovati parecchio in difficoltà con la grande velocità di Dybala che ha propiziato il primo gol e realizzato il secondo con grande abilità.
Dopo questo la partita non ha avuto molto da dire e francamente nemmeno abbiamo voglia di commentarla ulteriormente.

Purtroppo la Lazio è una squadra che ha perso fiducia nei propri mezzi e tutto inizio dallo 0-3 di Agosto in Germania contro il Leverkusen. Una Champions che la Lazio voleva raggiungere, che pensava di avere le possibilità di raggiungere ma che invece ha perso nettamente, senza attenuanti se non quella di essersi presentata all'appuntamento decisivo orfana degli infortunati Klose e Biglia e con un De Vrij con una condizione a dir poco approssimativa, una stagione cominciata in disgrazia per l'olandese e a novembre già da considerarsi conclusa.

A noi, francamente, dispiace per Pioli che è messo in discussione dai risultati. Questo perché secondo noi il tecnico emiliano ha fatto meglio pur avendo meno fortuna di alcuni suoi predecessori. Ha dato alla Lazio un'identità, un gioco fatto di un calcio tecnico palla a terra, magari non sempre con una circolazione di palla efficace e veloce ma l'anno scorso per larghi tratti davvero piacevole.

Conquistato l'anno scorso il terzo posto in campionato e la finale di coppa Italia, Pioli ha perso in sequenza finale di Coppa Italia e Supercoppa italiana con la Juventus, ha perso il preliminare di Champions e sconfitte in campionato come quella di Verona con il Chievo, di Napoli, di Bergamo e il Derby hanno affossato le convinzioni sue e della squadra di poter essere protagonisti.

Forse in qualche circostanza Pioli non ha detto le cose pane al pane, vedi mercato estivo che secondo noi è stato portato avanti mirando al raggiungimento di obiettivi della società e non a delle richieste vere e proprie dell'allenatore. Forse in certi momenti Pioli si è appiattito in un placido aziendalismo, atteggiamento da evitare viste le dinamiche di gestione di questa società. Questo si paga, forse è questo che Pioli sta pagando oltre i propri demeriti sul campo che non sono tali da giustificare questo poco gratificante posto di metà classifica che la Lazio occupa.

Nonostante tutto, pur senza De Vrij la Lazio resta per noi squadra da 5°-6° posto. Ora la classifica la condanna ma sappiamo che c'è una medicina che può sempre cambiare la rotta e ricompattare il gruppo con l'allenatore: i risultati. Che, secondo noi, non possono prescindere da un Felipe Anderson in stato di grazia e non nel cono d'ombra in cui è entrato nelle ultime settimane.

Aspettiamo il giovedì di coppa e soprattutto il prossimo turno di campionato con la Sampdoria per trovare di nuovo qualche soddisfazione. Ora il momento è brutto, davvero brutto, inutile negarlo. E ci auguriamo che da qui fino a quando non si riprenderà con il calcio giocato sia il buonsenso a prevalere su tutto il resto.

100% Lazio.

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