eADV

sabato 14 novembre 2015

Lazio, Derby indigesto. E ora? Reagire!!!

Ancora una volta derby fatale per la Lazio.
 
Un altro derby perso della gestione Lotito, l’ennesimo boccone amaro che i tifosi biancocelesti devono ingoiare e che ormai non può più in nessun modo essere mitigato dal derby di finale coppa Italia vinto il 26 Maggio 2013.
 
E questo è solo l’apice dei bocconi amari che i tifosi biancocelesti hanno dovuto ingoiare in questi primi tormentati 3 mesi di stagione.
 
Supercoppa Italiana persa senza attenuanti, qualificazione Champions polverizzata dopo un terzo posto in campionato che non sarà certo facile replicare. Una serie impressionante di sconfitte in trasferta in campionato. Scontri diretti tutti malamente persi come del resto anche negli anni precedenti nella stragrande maggioranza dei casi. Appena la Lazio deve confrontarsi con Juventus, Roma, Napoli, Inter e Milan perde regolarmente e mostra tutta la sua fragilità.
 
La squadra si è dimostrata finora competitiva nel girone di Europa League che però, francamente, non si è dimostrato certo un girone di ferro.
 
Troppo poco per essere soddisfatti di questo inizio di stagione, troppo poco per non bocciare il mercato estivo. Che forse potrà dimostrarsi nel medio-lungo termine valido per il futuro della squadra, e questo tutti i Laziali se lo augurano, ma che per adesso non ha assolutamente permesso di fare alcun vero salto di qualità.
 
Kishna e Hoedt giocano poco e debbono ancora crescere, Patric è un oggetto misterioso ancor più di Morrison che finora ha giocato la miseria di una partita. Milinkovic-Savic ha dato qualche certezza in più ma anche lui non è stato inserito nell’11 titolare del derby. Quando la Lazio gioca le partite di cartello, Pioli si fida sempre più dei vecchi che dei nuovi e questa è la migliore dimostrazione di quanto le scelte di mercato siano state scarsamente incisive in questi primi 3 mesi di stagione.
 
Pioli merita rispetto per quanto ha fatto finora con la Lazio. Quello che deve fare per non perderlo, questo rispetto, è esercitare sempre spirito costruttivamente critico verso se stesso e verso l’ambiente. La Lazio, con una gestione come quella attuale, ha bisogno di un allenatore che si faccia sentire con la società per avere quello che vuole, non farsi andare bene quello che gli viene dato. Lasciando anche stare certe dichiarazioni, che negli ultimi tempi abbiamo visto ripetersi come “i ragazzi sanno quello che devono fare in campo” o “questa sarà la partita della svolta” quando poi tutto questo viene puntualmente smentito da quello che il campo fa vedere e il solo risultato è quello di raddoppiare la frustrazione dei tifosi.
 
Crediamo che 11 anni di gestione Lotito non possano essere descritti solo con 2 Coppe Italia e 1 Supercoppa Italiana conquistate e qualche ottimo risultato raccolto nel settore giovanile.
 
Il presidente Lotito ha già alle spalle una presidenza più lunga di quella di Cragnotti ma in 11 anni la Lazio non ha una sola volta, ripetiamo una, battuto la Juventus in campionato.
In questi 11 anni la Lazio su 23 derby di campionato ne ha vinti 7, ne ha pareggiati 6 e ne ha perso ben 10.
Ogni volta che la Lazio è stata chiamata a confrontarsi con squadre di spessore della serie A italiana ha quasi sempre raccolto risultati negativi.
Persino contro il Milan e l’Inter mediocri degli ultimi anni ha fatto una fatica tremenda a collezionare punti.
 
La media piazzamenti in campionato è da ottavo posto (senza contare quest'anno) e di magre figure in europa ormai si è perso il conto: una sola partecipazione un minimo incisiva in 11 anni, e si parla del quarto di finale in Europa League con Petkovic nel 2013.
 
Il tifoso Laziale non pretende che la Lazio diventi il Real Madrid o il Bayern Monaco o il Barcellona. Ma nemmeno vuole che gli si rubino i sogni. Come possibilità concrete non vediamo perché la Lazio non possa riprendere le orme di squadre come Atletico Madrid, Siviglia o Borussia Dortmund. Esempi di squadre che non avrebbero potenzialità di budget superiori alla Lazio ma che, a differenza della Lazio, tramite una determinata programmazione hanno fatto tante stagioni ad alti livelli da protagoniste e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
 
La dirigenza deve sapere questo. E lo sa. Perché se così non fosse, tanto varrebbe dedicarsi a mille e mille altre cose e attività dove si possa dare espressione alle proprie abilità da gestore prescindendo da qualsiasi investimento in denaro. Senza quindi dover mettere mano al portafogli come di norma un presidente di una società di calcio con un minimo di ambizione dovrebbe fare.
 
Tornando al campo, la squadra ora deve reagire. E fare gruppo senza curarsi del solito giornalismo-spazzatura: gli stessi che definivano Biglia imprescindibile solo poche settimane fa ora quasi rimproverano la società per non averlo venduto facendo cassa....per carità.
 
Così come sono gratuite le critiche al Candreva egoista, demotivato e mal sopportato dallo spogliatoio. Per carità 2. Candreva potrà esserci rimasto male per la fascia di capitano (faccenda mal gestita) e forse questo potrebbe avergli tolto qualche motivazione. Ma Candreva sono anni che tira la carretta ed esce dal campo con la maglietta grondante sudore. Per cui lo si lasci tranquillo....perché non è certo Candreva il problema della Lazio e anzi ci auguriamo che la Nazionale possa averlo ricaricato.
 
100% Lazio!!!

Nessun commento:

Posta un commento