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sabato 8 agosto 2015

Juventus-Lazio 2-0: a Shangai niente rivincita.

Niente da fare. Il gap con la Juventus c'è sempre ed è evidente.

La Supercoppa Italiana ha detto questo: la Lazio anche questa volta deve cedere ai bianconeri. Non tanto sul piano del gioco. Complice una condizione atletica ancora non ottimale da parte di entrambe le squadre, complice anche il forte vento e le pessime condizioni del campo.

A proposito del campo, piccola parentesi: ma in Cina il fatto di mettere in tasca un po' di soldi alle due squadre comporta che poi si debba giocare in dei misti campo patate-sabbia, rovinati dai concerti musicali estivi?
Per non parlare della regia e delle immagini televisive, un vero obbrobrio per chi ha guardato la partita.

Come dicevamo, la partita in generale stata equilibrata e specialmente dopo il primo tempo finito 0-0 è sembrato abbastanza chiaro che chi si fosse per primo portato in vantaggio avrebbe vinto. La Lazio non ha del tutto sfigurato davanti alla Juve, certo, così come nell'ultimo match di campionato allo Juventus stadium e naturalmente nella finale di Coppa Italia del 20 maggio scorso. Ma il gap emerge in tutta la sua evidenza quando si tratta di piazzare il colpo del KO o subirlo: Mandzukic e Dybala hanno piazzato un 1-2 terrificante a metà secondo tempo che è subito suonato come una sentenza inappellabile.

Difesa della Lazio decisamente da rivedere: De Vrij era alla sua prima partita stagionale e non poteva essere al top; Gentiletti continua un po' ad arrancare a seguito del suo infortunio.
Basta senza infamia e senza lode; Radu è stato in alcuni frangenti travolto nella sua fascia di competenza e purtroppo tende a confermare le perplessità legate al salto di qualità che ormai ci si attenderebbe dalla sua lunga militanza, probabilmente perché i difetti di gioventù sembrano diventati dei limiti di fondo. Che non abbia le movenze del fluidificante (al contrario di Basta) è da tempo palese, proprio per questo dovrebbe essere impeccabile perlomeno nella fase difensiva e invece non sempre è così.

A centrocampo Biglia era all'esordio come De Vrij e non ha inciso, per alcuni tratti è sembrato quasi cedere la responsabilità a Onazi nello sviluppare la manovra; un fatto non adeguato, questo, perché il nigeriano continua a fare vedere qualche pregio e tanti difetti: recupera qualche pallone a centrocampo ma poi vanifica tutto con la cronica imprecisione nei passaggi e quando è anche solo leggermente pressato va in confusione, specialmente se davanti ha un fuoriclasse assoluto che risponde al nome di Paul Pogba. Anche Cataldi ha sofferto al cospetto del centrocampo bianconero, senza riuscire ad incidere.

In attacco Klose è stato generoso e poco di più, Candreva solo qualche sprazzo e anche lui al di sotto dei suoi standard. Per noi l'unico che ha davvero fatto vedere una luce e una pericolosità con le sue accelerazioni e i suoi tagli è stato Felipe Anderson: il talento più cristallino della Lazio, che però contro la difesa della Juventus non è riuscito a spezzare la partita.

Hanno avuto qualche minuto a disposizione anche Kishna e Morrison, qualche giocata fa ben sperare.
Ma è sembrata chiara una cosa: contro il Bayer Leverkusen la speranza dei tifosi della Lazio ora come ora passa soprattutto da Felipe Anderson.

Un abbraccio a tutti e sempre Forza Lazio.

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